VOI, NOI, Urbino, 20 febbraio 2016

VOI, NOI, Urbino, 20 febbraio 2016

Grazie a tutti per essere qui con noi. Oggi Noi ripartiamo. E lo facciamo con tutti voi.

Per prima cosa vorrei chiedervi di alzarvi in piedi e di tributare un grande applauso al prof. Umberto Eco, scomparso ieri. Il prof. Eco proprio in questa stanza, durante una festa de l’Unità, ha raccontato ai tanti giovani che ” il progetto è l’unica alternativa alla settimana enigmistica, il rimedio contro l’alzheimer. Diceva, siamo velleitari? Peggio, Siamo Pazzi”.

Ed è così che mi piace iniziare l’appuntamento di oggi, che per noi è molto importante, perchè è un progetto, perchè vogliamo provare ad alzare l’asticella rispetto ad un dibattito quotidiano che ad Urbino è molto basso. Noi non siamo interessati alle beghe da cortile della maggioranza, per questo ci incontriamo per confrontarci e scambiarci idee e spunti per la Urbino di domani. Ripartendo da qui.

Parte così il progetto VOI, NOI, URBINO. Sentiremo parlare del nuovo ruolo per l’ospedale di rete di Urbino, una gestione migliore dei rifiuti, nuove prospettive di lavoro per i giovani, nella cultura e nel turismo, il futuro della nostra Università. Con un orizzonte: disegnare come sarà Urbino da qui al 2020.

Questo lavoro era già iniziato, tra il 2011 ed il 2013, quando la città aveva vissuto una straordinaria occasione di progettualità partecipata e senza colori politici:la consultazione di tavoli tematici che disegnarono una “mappa delle idee” degli urbinati. Dai questa “mappa” derivarono le “coordinate” cui si ispirò l’Architetto Paolo Ceccareli per la stesura del “Piano Strategico per la Città di Urbino”: Fu proprio Ceccarelli a volere e stimolare questo metodo di consultazione libera a aperta. Il Piano nasceva anche in armonia con il Piano di Gestione del Sito UNESCO per la città di Urbino. Nota negativa, nostra responsabilità, non aver valorizzato al meglio quegli spunti.

Ma oggi, a due anni di distanza dalla stesura del “Piano”, la Città sembra aver perso quelle “coordinate” e quella stagione progettuale si è fermata sulle secche della nuova Amministrazione.

Come sentiremo dall’Arch. Ceccarelli Urbino, grazie alla sua fortunata eredità storica, al patrimonio artistico, unitamente alla presenza dell’Università, lo standard di vita è stato fino a pochi anni fa di alta qualità. Da qualche tempo però, l’economia legata alla formazione e allo studio soffre molto delle diminuite risorse statali e della concorrenza delle tante sedi universitarie. E’ ormai evidente che il settore pubblico non basta più; per contro l’imprenditorialità ad Urbino non è mai decollata come avrebbe potuto, ed ora la città è in sofferenza per l’abbandono di tanti urbinati che vanno a cercare lavoro altrove, anche dopo aver studiato ed essersi formati qui. inoltre si sta accentuando l’isolamento in cui è relegata da tanti anni.

E la promessa di cambiamento dell’attuale Amministrazione ha deluso molte delle aspettative, avvitata in un vortice di litigi interni e di comportamenti incoerenti, senza progettualità di lungo periodo.

Per questo, ripartendo dal lavoro fatto con il Piano Strategico, abbiamo pensato che sia necessario mettere in campo una nuova strategia, una nuova visione per Urbino, perché una città straordinaria come la nostra merita un progetto straordinario.

C’è una nuova generazione politica ora, ed insieme a tutti coloro che amano la città e che vorranno mettere a disposizione esperienza e competenze, siamo chiamati ad impegnarci in prima persona, e pensiamo che la politica può rappresentare lo stimolo a discutere e pensare idee comuni sul tipo di città in cui si vorrebbe vivere e che si intende realizzare.

VOI, NOI, URBINO è un evento promosso da Partito Democratico, Coord. UNITI per le Marche (Socialisti, Verdi, Scelta Civica)

In questi giorni qualcuno mi ha detto: “ma perchè invitare i verdi, che sono usciti dalla maggioranza…lasciali perdere….

Beh io ho risposto che quando è stato il momento di vincere le elezioni e di sfruttare strumentalmente la presenza di Sgarbi, qualcuno non è stato così restìo, nè ha avuto remore.

E la stessa presenza di Sgarbi oggi è messa in discussione, ed ha deluso molte delle aspettative degli urbinati…Dopo averne decantato le lodi, oggi addirittura pare che qualcuno voglia chiederne velatamente le dimissioni. Ma noi pensiamo che si sarebbe potuto valorizzare maggiormente la presenza di Sgarbi.

Perchè sebbene per essere onesti la nuova amministrazione si sia resa molto attiva nella gestione delle emergenze quotidiane, dalle asfaltature, ai nuovi lampioni, non c’è nessun progetto di sviluppo per la città. Proprio quel Patto per la città che aveva firmato Gambini con Sgarbi, oggi, vediamo che è stato completamente disatteso.

Prendiamo ad esempio il centro storico. In questi giorni parlavo con un operatore che ha portato dei turisti francesi in centro una domenica, ed era un deserto.

Sappiamo che non si risolve in maniera semplice un problema complesso come quello del rilancio del centro storico. Ma una città come Urbino, che si era candidata capitale europea della cultura, oggi viene considerata Capitale regionale della protesta, senza idee!!!

Chiedete al sindaco quali sono i suoi rapporti con gli altri enti, dalla provincia (di cui è vicepresidente), alla Regione Marche, al Governo.

Il futuro dell’ospedale di Urbino si disegna con le proposte con con le proteste. E noi oggi ne parleremo, insieme a relatori qualificati.

Una migliore gestione dei rifiuti, che consenta ad Urbino di non pagare più la ecotassa, si disegna con le proposte, e NON con le promessa di chiudere la discarica di Cà Lucio, poi ritrattata. Con la promessa di impedire l’ampliamento, poi ritrattato. Con la promessa di fare una migliore raccolta differenziata, cosa che ancora non vediamo.

Alcune idee per consentire ai giovani che studiano ad Urbino di rimanere a vivere e lavorare qui si costruiscono confrontandosi con tutti gli attori della città, in primis l’Università, poi l’ERSU, le imprese, le associazioni di categoria e culturali. E non con il muro contro muro contro tutti quelli che non sono dalla parte del sindaco…

Poi in questi giorni qualcuno mi ha detto: guarda Federico che le elezioni ancora sono lontane, e si vincono al centro…ed io ho risposto: il 20 febbraio noi non dobbiamo andare al voto, dobbiamo provare ad alzare l’asticella della discussione, del dibattito, del confronto, anche con l’Amministrazione.

Noi abbiamo un’alleanza naturale, con il coordinamento di Uniti per le Marche, ovvero i socialisti, Verdi e Scelta Civica. E con loro abbiamo deciso di ripartire per costruire un progetto politico aperto, serio, che guardi all’oggi, ma sia attento anche al domani, ovvero a come rilanciare lo sviluppo di una città come Urbino, unico sito UNESCO della Regione Marche, che sta piano piano rimanendo isolata da tutti i circuiti.

Voglio fare anche un appunto a chi si chiede perché non abbiamo messo le bandiere dei partiti, diciamo che noi quei valori ce li abbiamo dentro, mettendoci la faccia, mentre magari qualcuno in passato ha messo tante bandiere, ma poi non sono arrivati i voti ed è venuto a mancare il consenso.

Noi non ci chiudiamo sicuramente nel recinto, siamo aperti a discutere e dialogare con chiunque abbia a cuore lo sviluppo della città. L’impostazione che abbiamo dato al nuovo Partito Democratico di Urbino è proprio questa: ci si confronta e si discute, sia tra noi, che con tutti gli altri, poi si prende una decisione, una strada, e la si porta avanti in maniera leale.

Questo crediamo sia il valore della politica di oggi, una politica che è in profondo mutamento, che non ha più riferimenti ideologici di un tempo, ma che può ritrovarsi sotto un piano progettuale.

E non ci dimentichiamo che vicino a noi abbiamo un territorio, da Fermignano e Fossombrone che tra l’altro quest’anno vanno al voto, con le quali vogliamo costruire un progetto di rilancio dell’intero entroterra, sulla sanità, sui rifiuti, sulla viabilità ed il lavoro.

E questo progetto non si costruisce, secondo noi, incatenandosi davanti agli ospedali, ma si costruisce con la politica, con la mediazione, con la trattativa.

Noi vogliamo ripartire da qui, per elaborare un grande progetto per la città ed il territorio, che non sarà mai solo mio, o solo del PD, ma di tutti quanti condividono questa idea di città. Un progetto che dovrà essere il più partecipato possibile.

Un progetto plurale.

Passeremo poi dalle idee alle proposte. Abbiamo avviato Tavoli per un confronto aperto e approfondito sulle grandi trasformazioni della nostra città: e le idee emerse oggi saranno trasformate in proposte concrete per la città.

Nel 2019 la nostra città ha un importante appuntamento: scegliere la sua guida amministrativa. Per questo il Partito Democratico di Urbino, in condivisione con tutti i cittadini, sente la responsabilità e la bellezza della sfida di disegnare un nuovo futuro per Urbino.

Buon lavoro a tutti VOI, a tutti NOI, ad Urbino

Federico Scaramucci