Urbino non e’ il regno dello sballo, ma serve più sicurezza e più offerta culturale

Urbino non e’ il regno dello sballo, ma serve più sicurezza e più offerta culturale

URBINO. Gambini non faccia demagogia! Dopo i tanti articoli sul giovedì notte usciti sul vostro quotidiano mi sento di intervenire per alcune considerazioni.

Il tema in questi anni è stato affrontato, dal mio punto di vista, secondo un orientamento sbagliato.

Urbino da una parte, gli studenti dall’altra. Diciamocelo chiaramente, non solo il giovedì notte è stato affrontato così: la percezione è che tutta la nostra città, da anni, è divisa tra urbinati che la vivono in un modo e studenti che la vivono in un altro.

Per me va cambiato il modo di pensare. Per prima cosa urbinati e studenti sono entrambi anima della stessa città, vivendo in un luogo come Urbino, una città definita campus per la sua particolarità. In Italia in realtà non esistono campus come quelli americani, dove la promiscuità produce delle reazioni continue, come se fosse un grande esperimento di chimica umana. Abbiamo però una città come Urbino dove sono conservate le chiavi del nostro futuro: fantasia, intuizione, incoscienza, incapacità di ripetersi perchè si è troppo giovani per avere qualcosa da ripetere. Dobbiamo valorizzare queste cose. Qualche anno fa sono stato un periodo negli Stati Uniti e conoscendo alcuni ragazzi ho capito che la differenza tra noi e le Università americane è che i ragazzi non vengono “frustati”, ma incoraggiati. E’ che non vengono sfruttati, ma stimolati, sono visti come un investimento futuro.

Non perché negli USA siano più buoni, ma credo per egoistica lungimiranza. Convincere un ragazzo che può diventare felice e stare bene, anche solo con una buona idea. Spiegare che creare una spin-off può essere anche divertente, evitando di soffocare di regole e cavilli ogni libera iniziativa. Sarebbe bello vederlo anche qui da noi.

Noi, ad Urbino, non abbiamo mai fatto questo. Abbiamo sempre considerato, e si continua a farlo,

gli studenti come persone da sfruttare, e non da stimolare alla cittadinanza, al senso civico, all’appartenenza ad Urbino come veri cittadini, a dei possibili motori di sviluppo.

Fare ciò è importante perché gli studenti sono e saranno sempre la nostra grande risorsa e sono parte del futuro della nostra città. Tutti sono stati giovani e tutti sanno poi che le regole, se non c’è coinvolgimento di chi deve rispettarle, saranno presto dimenticate.

Dimmi qualcosa, e me lo dimentico, coinvolgimi in qualcosa, e lo capisco”, diceva un saggio.

I vandali, purtroppo, ci saranno sempre, anche se è chiaro che ci sono alcune azioni concrete che il Comune deve fare, ed altre azioni concrete che le Forze dell’ordine devono fare.

Per prima cosa credo che un’azione forte, deterrente, sia necessaria da parte di tutte le Forze dell’ordine. Poche regole ma chiare: se uno rompe una bottiglia, va in Questura subito, se uno fa una rissa, va in Questura subito, se uno ruba una fioriera, viene identificato con le telecamere (che devono essere installate nelle principali vie) e va in Questura.

Si deve sapere che le regole servono per la convivenza di tutti, dev’essere sconveniente violarle, perché è chiaro che se uno compie un reato, anche se piccolo, ma non succede niente, quale paura dovrebbe avere un altro a commetterlo?

E’ la teoria della finestra rotta di Wilson e Kelling, secondo la quale “se una finestra di un edificio dismesso viene rotta da qualcuno, e non si provvede a ripararla urgentemente, presto anche tutte le finestre saranno rotte, a un certo punto qualcuno entrerà abusivamente nell’edificio, qualche tempo dopo l’intero palazzo diventerà teatro di comportamenti vandalici”.

Credo che il merito dell’articolo del ristoratore di Via Mazzini è sicuramente quello di aver coinvolto il Prefetto, tenendo alta l’attenzione su questo tema. E credo bene abbia fatto il Prefetto a convocare mercoledì prossimo il Comitato sicurezza sul tema ad Urbino.

Ma non credo solo con la repressione dei vandali del giovedì notte (che sono sicuramente la minoranza dei giovani che escono ad Urbino) si possa risolvere il problema. E’ necessario da parte di tutti (Comune in primis, ma anche con la collaborazione di Università, associazioni studentesche, ERSU, ed esercenti privati) elaborare dei progetti culturali, dai concerti ad altre attività ludiche etc., affinchè siano gli stessi studenti ad essere impegnati in qualcosa che non sia solo la presenza in Piazza passando da un locale all’altro.

Credo che se gli studenti venissero coinvolti, se venissero trovati spazi adeguati, saranno loro i primi a cassare i loro coetanei che fanno casino, perché ne avranno tutto l’interesse a farlo, essendo il loro spazio ed i loro progetti messi in discussione.

Credo infine non sia accettabile che il consigliere Gambini (che tra l’altro non e’ capogruppo della minoranza ma di un gruppo di 3 consiglieri su 20) sostenga che il collega Sestili debba tacere. Fino a quando c’è democrazia in questo paese ed in questo Comune nessuno deve tacere, altrimenti dovremmo dire anche a Gambini ogni volta che non siamo d’accordo con lui che deve tacere, ed invece la cosa bella della politica dovrebbe essere che proprio discutendo insieme si trovano soluzioni. Sarà bene che lo tenga ben presente, anche in vista delle prossime elezioni, se pensa davvero di poterle vincere…

 

Federico Scaramucci

Presidente della Commissione Cultura Turismo e Attività produttive



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