Se Noi. Urbino cambia: intervista al Ducato di Federico Scaramucci sindaco

Se Noi. Urbino cambia: intervista al Ducato di Federico Scaramucci sindaco

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URBINO – “Questa città ha bisogno di un cambiamento, io sono la novità”. È conquesto slogan che Federico Scaramucci annuncia la sua candidatura a sindaco di Urbino. È lui il “terzo uomo” del Pd che correrà alleprimarie di marzo. Una candidatura, la sua, che si ventilava in città già da qualche mese ma che arriva per ultima in ordine di tempo.

Scaramucci con i suoi 33 anni è il più giovane tra i candidati del Pd. Il suo cursus honorum è cominciato qualche anno fa quando è stato eletto consigliere comunale nelle liste del Pd. Ma il suo impegno in città ha seguito anche le vie dell’associazionismo attraverso Urbino 2020.

“La novità della mia candidatura risiede nel metodo che propongo – spiega il candidato – bisogna ascoltare la gente, confrontarsi ma soprattutto realizzare concretamente i progetti.”

Quello che Scaramucci mette sul tavolo della coalizione è un programma basato su alcuni dei temi più caldi per la città a partire dai trasporti.

TRASPORTI
 “Se vogliamo rilanciare Urbino e darle una nuova rilevanza internazionale dobbiamo superare il suo isolamento”, chiarisce il candidato del Pd che sull’argomento non risparmia una frecciatina polemica  all’avversario Giorgio Londei:  “È paradossale che proprio lui, che fu tra i fautori della chiusura della stazione, ora parli di riportare i treni a Urbino – continua Scaramucci – per quanto mi riguarda il ripristino della ferrovia è un progetto anacronistico e irrealizzabile; a questo punto preferisco la ciclabile”. Tra le proposte avanzate dall’aspirante sindaco ci sono il potenziamento dei collegamenti con Pesaro, abbonamenti ridotti per gli studenti, collegamenti diretti con i più importanti aeroporti della zona (Ancona, Rimini, Bologna).

RIFIUTI
Il tema dei rifiuti, già molto caro al consigliere, torna adesso anche nel suo programma elettorale. La proposta è quella di agevolare la differenziata attraverso la raccolta porta a porta. “Da sindaco – spiega – mi impegnerei a risolvere il problema della discarica di Ca’ Lucio attuando ciò che in Consiglio propongo da tempo ma che nessuno ha ancora realizzato, portando la differenziata almeno al 65%”.

GIOVANI
Investimenti e agevolazioni. Queste le parole d’ordine sul tema dei giovani. “Dobbiamo trattenere i giovani anche dopo la laurea e per farlo è necessario creare un ambiente che li attragga”. Nell’agenda del candidato i giovani diventano i protagonisti del rilancio del centro storico. “Vorrei creare canoni calmierati per i giovani che aprono negozi in centro”. E poi aggiunge: “Bisogna agevolare le giovani coppie e attrarre investimenti di privati per creare nuovi posti di lavoro in città”.

UNIVERSITÀ
Il tema dei giovani va a braccetto con quello dell’Università che, se da una parte vanta una storia secolare, dall’altra, negli ultimi anni, ha subito i contraccolpi della crisi. Per Scaramucci bisogna rilanciare l’ateneo e per farlo la nuova amministrazione dovrà avviare un tavolo di discussione con l’Ersu e con il Rettore. Su questo punto, però, Scaramucci non ha ancora in mente proposte concrete.

Ma l’Università a Urbino porta con sé una consistente scia di problemi. Dall’integrazione tra abitanti e studenti, agli affitti, passando per l’annoso problema del giovedì. Su questi punti Scaramucci non ha dubbi: “Bisogna coinvolgere di più gli studenti. Se li coinvolgi loro sapranno come regolarsi, sarà un processo naturale”. E se i gruppi studenteschi lamentano l’assenza di iniziative, Scaramucci si dice aperto a dare nuova linfa vitale alla città. Tra le idee c’è anche quella di creare una piattaforma web gestita dal comune in cui associazioni e gruppi potranno pubblicizzare mostre, eventi e iniziative.

RILANCIARE IL CENTRO
Trasformatasi nella città degli studenti, Urbino ha abbandonato il suo centro storico, potenziale via dello shopping. La soluzione per riportare la gente dentro le mura, secondo Scaramucci, va cercata nella pedonalizzazione delle vie più importanti. E per quanto riguarda Santa Lucia non ci sono dubbi: “È un polo da valorizzare, ormai c’è e bisogna sfruttarlo.”

“LA GUERRA” NEL PARTITO
Oltre al programma, Scaramucci non perde occasione per ravvivare la guerra intestinaal Pd: “È iniziata la guerra”, sono le prime parole del consigliere comunale. Il riferimento non è tanto alle elezioni vere e proprie, quanto alle primarie del centro-sinistra. La prima frecciatina è per Sgarbi: “È un fantasma televisivo, di cui Urbino non ha bisogno – spiega Scaramucci – è stato presidente dell’Accademia di Belle Arti per dieci anni, ma qui si è visto poco”. Non manca, sempre a proposito di Sgarbi, la polemica col partito: “Io penso che sia giusto che si candidi, se ne ha i requisiti. Le primarie per me sono uno strumento democratico, quindi aperte a tutti, e non condivido la polemica di Fedriguccisul suo nome”.

Scaramucci non nasconde di essere un renziano della prima ora e la sua linea politica lo rispecchia a pieno: “Dobbiamo mandare a casa il vecchio, quelli che governano da più di vent’anni qui a Urbino”. Il riferimento è chiaro: “Londei e Muci non sono nomi nuovi, amministrano la città dagli anni Ottanta, sono sempre stati lì e non hanno mai fatto nulla”.

La candidatura di Scaramucci divide il Pd in tre fazioni, con una possibile quarta in arrivo, appena anche Piero Sestili darà l’ufficialità. E il rischio è che un partito così frazionato disperda i suoi voti, a favore, molto probabilmente, di Sgarbi. Eppure, il consigliere non appare preoccupato: “Le primarie sono una competizione di idee, se le abbiamo scelte non deve preoccuparci l’esito finale”.

Scaramucci, però, precisa: “Chi vince, confeziona l’offerta politica finale”. La squadra assessoriale, quindi, potrebbe non rispecchiare l’intera coalizione, anche a scapito degli sconfitti delle primarie. “Chi vince ha completa autonomia di scelta, e io mi baserei solo sul merito”, conclude Scaramucci.