Scaramucci: cosa penso delle telecamere

Scaramucci: cosa penso delle telecamere

Ho pensato di scrivere questo post dopo aver visto qui il video di Duccio Marchi sulle telecamere…

“Penso che sulle telecamere ad Urbino stiamo veramente arrivando ad un livello molto basso del dibattito cittadino.
In realtà l’attivazione delle telecamere come strumento di videosorveglianza degli ingressi in centro storico per far rispettare l’ordinanza in vigore già da tempo penso sia una cosa positiva.
La questione incidentale in questo caso però è un’altra. Perchè abbiamo atteso così tanto??? Ed ora, dopo aver atteso così tanto, come mai in fretta e furia si convoca una conferenza stampa quasi di nascosto per lanciare l’attivazione delle telecamere senza aver nemmeno risposto alle sollecitazioni ed ai suggerimenti provenienti dalle associazioni di categoria e dai commercianti?ed anche dai cittadini?
Penso che si debba fare una volta per tutte una riflessione sulle modalità con cui la politica nella nostra città agisce. La forma è anche sostanza se riguarda la vita dei cittadini ed i servizi che vengono erogati per loro.
Non penso che sia più il tempo delle decisione prese dall’alto, non penso sia più il tempo, alla luce anche del forte segnale dato dai cittadini italiani nelle ultime elezioni, di prendere decisioni senza aver coinvolto pienamente i cittadini e le loro rappresentanze nel processo decisionale.
Non è populismo, ma si chiama rispetto. E soprattutto si chiama condivisione delle scelte, coinvolgimento.

E’ finito il tempo in cui i cittadini eseguivano senza colpo ferire in base alle decisioni prese dai politici e dagli amministratori, delegando completamente il processo decisionale. E’ finito il tempo degli amministratori e degli amministrati…è necessario credo iniziare a condividere di più con i cittadini le scelte, anche attraverso nuove modalità di confronto trasparente (incontri più frequenti, utilizzo della rete etc.).
E’ un nuovo modello di amministrazione condivisa, che può realizzarsi per iniziativa dell’amministrazione oppure per iniziativa dei cittadini. Nella prima ipotesi è l’amministrazione che sollecita i cittadini ad affrontare insieme un problema di interesse generale cui l’amministrazione da sola non può dare soluzione oppure cui può dare una soluzione migliore alleandosi con i cittadini.
Nella seconda ipotesi sono invece i cittadini che autonomamente si propongono all’amministrazione come alleati per perseguire insieme l’interesse generale sulla base dell’art. 118, ultimo comma della Costituzione.
In questa seconda ipotesi di amministrazione condivisa, che si può realizzare grazie al principio di sussidiarietà, cittadini attivi ed amministrazioni stabiliscono rapporti fondati sulla collaborazione e l’integrazione, e tutti i soggetti partecipano alla rete creata dalla sussidiarietà sono da considerare come portatori di risorse, ognuno secondo le proprie capacità e possibilità”.

Federico Scaramucci