Risoluzione del Parlamento europeo per la lotta contro la disoccupazione giovanile

Risoluzione del Parlamento europeo per la lotta contro la disoccupazione giovanile

In una risoluzione approvata il 17 Luglio, il Parlamento europeo ha chiesto misure più efficaci per combattere la disoccupazione tra i giovani, tra cui standard minimi comuni per l’apprendistato e salari decenti. I deputati sottolineano che la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli senza precedenti, con una media UE del 23% e picchi di oltre il 50% in alcuni Stati membri.
In totale, 5,3 milioni di cittadini europei sotto i 25 anni sono disoccupati. La Commissione dovrebbe monitorare attentamente l’attuazione della “Garanzia giovani”, lanciata lo scorso anno e proporre standard minimi UE su qualità dei tirocini, livelli salariali e accesso ai servizi per l’impiego. I finanziamenti comunitari per la Garanzia giovani, attualmente di 6 miliardi di euro, devono essere aumentati, aggiungono i deputati. Il Parlamento propone anche l’adozione di misure aggiuntive a livello nazionale per combattere l’abbondono scolastico e promuovere la formazione e l’apprendistato e di strategie globali per chi non ha un lavoro e non partecipa a programmi d’istruzione o formazione. Gli Stati membri dovrebbero, inoltre, utilizzare il Fondo sociale europeo o il programma ERASMUS+ per finanziare progetti che promuovono l’imprenditorialità e aiutano a sradicare la povertà e l’esclusione sociale. Nella risoluzione si sottolinea l’importanza per i giovani di acquisire competenze trasversali, quali la conoscenza delle tecnologie dell’informazione, le capacità di leadership, il pensiero critico e le lingue, anche attraverso lo studio all’estero. I deputati consigliano inoltre agli Stati membri di dare priorità all’insegnamento di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, poiché questi profili saranno probabilmente quelli maggiormente richiesti sul mercato del lavoro.
Infine, i deputati invitano gli Stati membri a garantire che i giovani abbiano accesso a posti di lavoro di qualità che offrano stabilità e sicurezza e rispettino le norme fondamentali sul lavoro. Per incoraggiare la creazione di posti di lavoro, i governi nazionali dovrebbero ridurre gli oneri amministrativi per i lavoratori autonomi, le microimprese e le piccole e medie imprese e introdurre politiche fiscali capaci di creare un clima più favorevole per gli investimenti privati.

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