Pensieri d’Assemblea nazionale del Pd…

Pensieri d’Assemblea nazionale del Pd…

Cambiamento.
Facce pulite, uomini e tante donne, persone perbene da tutto il Paese. È questo il nuovo Pd. I giovani, sono la maggioranza, accanto a compagni e amici di più consolidata esperienza. A loro toccherá aiutarli senza ostacolarli. “Bisognerá vigilare sugli ultimi conservatorismi” mi dice un anziano dirigente riferendosi al nuovo corso. “Lo dobbiamo fare noi, ve lo dobbiamo”. Questa chiacchierata mi emoziona.

Ma quello che emerge fin da subito chiaramente, ciò che anche i giornali hanno sottolineato, è che la responsabilità (oneri e onori) è passata nelle mani di una nuova generazione di dirigenti.

La mia prima volta.
E’ la prima volta che partecipo ad un’assemblea nazionale di un partito. Il Partito Democratico, che è, indiscutibilemente, il nuovo punto di riferimento della politica italiana oltre che, modestamente, anche la mia casa.

Vorrei quindi ringraziare voi che avete contribuito ad eleggere anche me in una assemblea a cui spero di rappresentarvi con onore. Grazie anche a chi non ha votato Renzi, sarete ugualmente rappresentati.
A Milano, domenica, c’era ben chiara la consapevolezza che occorresse davvero cambiare verso. La gente si aspetta concretezza, non solo nelle parole, ma appunto coi fatti. “Sarà l’ultima possibilità” urlano dal palco. In platea facce consapevoli delle responsabilità.

Le Marche e la nostra provincia.
Un cambiamento che ora sembra possibile; molti i segnali: le facce nuove che popolano anche il nuovo gruppo dirigente del Pd nazionale.
Congratulazioni a Matteo Ricci, la vicepresidenza dell’Assemblea onora le Marche e la nostra Provincia
Basta polemiche sulle scelte del passato, ormai siamo un unico partito.
La nostra regione, le Marche, e’ ampiamente rappresentata nei vari ruoli, ed anche la nostra provincia: assemblea nazionale (con Dimitri, Franca, Luca, Claudia), direzione (con Margherita), segreteria nazionale (la nostra Alessia Morani alla Giustizia) ora la gente si aspetta tanto da noi. Durante la campagna delle primarie in molti ci hanno detto: “questa e’ l’ultima delega che la società dà alla politica…vedete di non deluderla”. Credo che volessero dire, che è l’ultima delega che danno al Pd…

Matteo Renzi e il coraggio.
Renzi ha ammesso di aver usato toni spesso non condivisibili, e di averlo fatto per rompere il muro di resistenza. Lui stesso ha definito “forse volgare” il termine rottamazione.

Ma domenica a Milano sembra aver finalmente chiarito le sue stesse idee, ribaltando il senso della sua narrazione.
Non è giovanilismo quello del nuovo Segretario. Non è quella retorica bugiarda di che dice “i giovani i giovani, io penso ai giovani” e poi quando arriva il momento i giovani li accantona. “va be’, ora mi faccio un altro giro e poi toccherà ai giovani…”
E non è neanche quel piagnucolare di uomini e donne trenta-quarantenni che gridano “dateci spazio”, ma alla prima occasione vanno col cappello in mano dal capo corrente e dal potente (che potente ormai non lo sarà più…).

Il nuovo Segretario chiede ai giovani di prender coraggio e dice “siete sulla frontiera! Mai come oggi i giovani hanno avuto tale accesso al sapere. Mai hanno avuto un tale deposito di cultura a cui attingere”. Non è più il tempo del salvatore della patria, ha ripetuto Renzi anche in campagna, ma è il tempo di un gruppo di persone disposte a fare bene le cose.

Partiamo dagli ultimi.
Domenica a Milano si percepiva poi il cambiamento su tanti altri fronti, dalla velocità delle decisioni, alla determinazione dei protagonisti, fino alla consapevolezza di dover servire il paese a partire dagli ultimi.

Per il Segretario il Pd e’ uno strumento attraverso il quale raggiungere un obiettivo alto: la politica serve a per migliorare anche solo un poco la vita degli altri. Il partito non è un fine, ci ha ricordato, ma un mezzo per risolvere i problemi, dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie.

É stato bello e curioso sentire da Matteo Renzi la parola “ribelle”,
Ha utilizzato la canzone dei Negrita, con il ritornello che suona così: “resta ribelle”.

Le priorità.
Sono tante le urgenze del Paese di cui si è’ parlato, ma in particolare l’accento e’ stato posto su alcune priorità: la prima sono i costi della politica e la riduzione di 1 miliardo, possibile da subito con l’abolizione del Senato (diventerà camera delle autonomie senza costi aggiuntivi), delle province, e dei rimborsi elettorali ai partiti.
Il patto proposto a Grillo e ai suoi parlamentari è quello di votare la proposta di riforma della legge elettorale in Parlamento.
La sorpresina del Segretario è questa: “basta chiacchiere, ora i fatti” .
La priorità è poi quella del lavoro. La nuova segreteria sta lavorando con i gruppi parlamentari ad un grande piano per il lavoro. Il Segretario lo chiama “Job act”, da affiancare ad una protezione estesa per i lavoratori sul modello danese.

Domenica
Ascoltando dalla platea il bel discorso del Segretario e parlando con tanta gente, da Luca Lotti, braccio destro di Renzi e nuovo responsabile organizzativo, al sindaco di Bologna Virginio Merola, alla Presidente della Regione Friuli Debora Serracchiani, a Maria Elena Boschi e Simona Bonafè, Deputate, a Francesco Bonifazi, nuovo tesoriere del Pd, (e tanti altri amici) ho percepito una grande voglia di far bene. Dal Presidente del Consiglio Letta (eletto coi nostri voti, ricordate?) che ho distolto dai lavori dell’assemblea con una battuta un po’ impertinente, ho ottenuto un saluto ad Urbino ed una raccomandazione: “ora pensiamo al futuro”.

a presto.
scara