Lettera su Urbino e la politica

Lettera su Urbino e la politica

Cari amici,

in una notte è passata un’intera generazione. E forse più d’una.

C’erano tutti gli indizi.

Sei mesi fa sapevamo che il “rischio” era forte (per me quasi una certezza, ricordate?). I cittadini erano stanchi e volevano cambiare, a prescindere da tutto.

In Italia ed in Europa soffia il vento del cambiamento, e qui si è voluto provare a fermarlo. Noi invece non solo non abbiamo corretto i nostri errori, ma li abbiamo accentuati e riprodotti. Per ore se ne potrebbe parlare, e son certo ne parleremo.

Ma ora è il tempo di una veloce analisi del voto e di pensare alla Urbino del futuro.

La nostra città ha un nuovo sindaco, Maurizio Gambini, a cui credo sia giusto augurare buon lavoro, sia perché gli urbinati si sono pronunciati chiaramente, sia perché dobbiamo imparare un nuovo metodo, meno arrogante, più aperto all’ascolto, più sincero con gli altri e più carico di umiltà.

Noi rispettiamo gli altri perché siamo democratici davvero.

È proprio perché siamo democratici dobbiamo prepararci a portare finalmente anche ad Urbino una nuova cultura politica, un nuovo stile, con una nuova classe dirigente.

Da oggi si riparte con una opposizione seria, senza sconti e responsabile.

E si lavora per ricostruire il nostro Partito, che ad Urbino può ambire a diventare motore di un centro di formazione regionale e nazionale per la nuova classe politica.

Chiamo a raccolta le anime più giovani (non parlo solo di anagrafe, ma anche di quella). I militanti con più anzianità sapranno cedere il passo e starci al fianco pronti a offrire consigli preziosi, se richiesti.

Ma ora tocca a noi. Ci assumeremo le responsabilità che si sono presi i nostri nonni e i nostri padri, senza aspettare che qualcuno gliele concedesse come fossero una paghetta.

Così, con semplicità e determinazione, rinnoveremo. 

E torneremo a vincere.

 

Un abbraccio.

Vostro

Federico