Lettera di Scaramucci al PD di Urbino

Lettera di Scaramucci al PD di Urbino

Lealtà Sì, ma sostegno non a scatola chiusa.

Urbino, 24 marzo 2014

Cari amici e amiche,
Vi scrivo perché non sarò presente stasera all’unione comunale e volevo esprimere la mia opinione sulla situazione post primarie e su quello che dovremmo, tutti insieme, affrontare da qui al 25 maggio.

Le primarie sono finite, sono stato uno strumento per scegliere la linea e tastare il polso della cittá, non solo per scegliere quale “barboncino” fosse il più bello della mostra.
Le primarie del PD, visto che gli alleati sono stati messi alla porta dalle paure di molti (ma non mie), hanno portato ad un vincitore, anzi ad una vincitrice. Alla Muci spetta in prima istanza l’onere di vincere e convincere alle elezioni.

Un piccolo appunto, per levarmi un sassolino: se avessimo accettato la candidatura di Sgarbi portata da un nostro alleato storico, lo avremmo evidentemente battuto nei gazebo e il suo potenziale ora sarebbe al servizio della nostra coalizione. La troppa paura, retaggio di un vecchio Pd di retoguardia, ha ispirato le vostre scelte, spero non accada più in futuro.

A Maricla ho già fatto i complimenti per essersi battuta con tenacia e con quel pizzico di sfrontatezza che contraddistingue alcune donne.
Se fosse stato per questa assemblea lei non sarebbe stata il candidato sindaco. Dovete ammettere che era fra tutti noi il candidato meno gradito ai dirigenti dell’Unione comunale. Anche molti di coloro che ora la blandiscono e la accompagnano negli incontri politici erano i suoi più accesi critici, e non avrebbero nemmeno voluto che si candidasse.

Questo ci insegni ad ascoltare la cittá e non le nostre cerchie ristrette, troppo spesso influenzate da interessi di carriera piuttosto che dall’interesse generale.

Se i cittadini si esprimono il responso va riconosciuto, punto.

A Maricla ho riconosciuto la vittoria. Ma ho anche detto che ora deve dimostrare di saper far politica, e di saper essere coinvolgente e accogliente. Il Pd vincerá se saprá far correre di nuovo tutte quelle anime che si sono espresse alle primarie. Incentivarle e rassicurarle spetta a Maricla.
Dovrá saper esercitare una leadership funzionale e organizzativa ed evitare di dare ascolto agli avidi falchi che probabilmente in questo momento la circondano.
I falchi di oggi saranno gli avvoltoi di domani.
Ricordiamoci che il partito è un mezzo, non un fine, non ci dobbiamo occupare di noi stessi ma di tutta la città.

Il cambiamento di cui ho parlato in campagna elettorale, e che ha raccolto il consenso che conosciamo, riguarda anche il metodo di
fare politica. Cambiare e’ ormai una necessità imprescindibile se non vogliamo
che il Pd venga azzoppato già dalle prossime amministrative.

Infatti, la nostra forza si è vista, ma anche l’astio che c’è nei confronti del Pd non è da meno. Con tutte queste liste, sorte per opporsi a noi, si rischia il ballottaggio. Tutti lo sapete. Al ballottaggio i rischi crescono esponenzialmente e tanti saranno a quel punto i compromessi da fare per vincere.

Non fatevi illudere dai 4 MILA votanti, sappiamo tutti benissimo che non sarà per niente facile riportarli tutti a votare PD e che alcuni infatti non torneranno.
Ed anche qui basta ipocrisie su questa cosa del voto di Gambini e dei Verdi.
Quei voti sono stati chiesti e dati. Basta ipocrisie sull’altro fronte, i voti esterni al centrosinistra sono arrivati anche per altri candidati.
Ciò che conta ora è fare una proposta credibile e disinteressata per la cittá.

Ora ragioniamo con la testa però. Io ho detto queste cose e vorrei che fossero da voi ascoltate e tenute in giusto conto:

- il sostegno a chi ha ha vinto le primarie è garantito ma non è acritico, i segnali di coinvolgimento devono essere chiari e lineari e soprattutto devono esprimersi intorno alle proposte innovative.
- BASTA parlare di assessorati come ha fatto qualcuno (che ha gareggiato alle primarie forse solo per piazzarsi ed elemosinare un assessorato).
- Basta veti. Di veti il partito morirá.
- la lista del Pd dovrà essere composta con il coinvolgimento di tutte le anime del pd x avere una squadra di persone in grado di portare alla vittoria e poi amministrare. Ho chiesto un rinnovamento forte delle nostre liste.
- se il Candidato Sindaco vuole fare una lista del sindaco ci può stare, anche io l’avrei proposta, ma dovra’ condividere la scelta e le motivazioni con il pd. Naturalmente la composizione di questa lista a supporto è totalmente ad appannaggio del candidato sindaco, previo nulla osta del Partito e degli alleati.
- la segreteria del Partito non è un comitato elettorale, non si riproducano gli errori di parzialità che si sono commessi durante le primarie.

C’è una città fuori che aspetta da noi segnali e non possiamo tradirla.

Federico Scaramucci