Lettera alla città

Lettera alla città

scaramucci-ok20 marzo 2019

Quando mi sono candidato per la prima volta al Consiglio Comunale della mia città, Urbino, avevo poco meno di 30 anni, e venivo dall’impegno civile e dall’associazionismo.

Ho sempre pensato alla politica come ad uno strumento per migliorare la vita delle persone

Sì, credo che con la politica si possano cambiare le cose per gli altri, anche per coloro che non credono nella politica.

La politica è una grande passione, non è una professione ma impegna come un lavoro. Ho dedicato alla mia città e agli urbinati molte delle mie notti e giornate degli ultimi 10 anni. E’ stato difficile mettere insieme tutto. Ho sempre sentito la responsabilità del ruolo e lavorando per preparare eventi, iniziative, documenti, interrogazioni, mozioni, ordini del giorno, campagne elettorali. Per ascoltare le persone e i loro bisogni. Coniugare tutto è stata davvero un’impresa ardua, chi mi è stato vicino sa quanto, e ringrazio tutta la mia famiglia per la loro pazienza.

Il mio impegno è stato ricompensato con la fiducia di tantissime persone che in questi anni mi hanno sostenuto. Vorrei poterle ringraziare una ad una per avermi permesso di essere stato il più giovane eletto nel gruppo del Pd in Consiglio comunale, poi il più giovane Segretario del Pd di Urbino. Due mandati in Consiglio comunale: uno in maggioranza ed uno all’opposizione. E per questo voglio ringraziare i miei colleghi delle due legislature, sia quelli del mio gruppo con cui ho condiviso tante battaglie (oltre 500 atti presentati) che quelli delle altre forze politiche, perchè gli interessi della città vanno al di là delle appartenenze. Insieme a tutto ciò ho fatto una bellissima esperienza di 3 anni, molto intensa come Segretario del Pd per ridare fiato ad un Partito che era a terra dopo la sconfitta epocale alle comunali.  

Oggi, molti a partire dal mio Partito mi chiedono di ricandidarmi. Ringrazio davvero per la stima e la fiducia risposta nuovamente nei miei confronti. Ma proprio perché ho sempre promosso il rinnovamento vero e il coinvolgimento dei giovani penso che sia opportuno oggi lasciare lo spazio da consigliere comunale ad una nuova leva di amministratori. 

Anche loro devono fare esperienza partendo dal basso. Penso infatti che tutti siano utili e ma che nessuno sia indispensabile, come diceva sempre il mio allenatore di calcio. In questa tornata, perciò, ho deciso di non ricandidarmi per un terzo mandato, nonostante ci fossero segnali di poter ambire alla rielezione. Penso infatti che il PD in città possa ottenere un buon risultato!

Questo non farà venire meno il mio impegno, che anzi raddoppierà in favore della squadra nel segno cambiamento. 

Cambiamento che a livello nazionale, dopo gli sforzi di Matteo Renzi oggi ha il volto di Nicola Zingaretti, che a livello provinciale e regionale ha avuto un ottimo risultato (e ad Urbino oltre il 77%) 

Alle prossime amministrative sosterrò lealmente la lista del PD che al primo turno sostiene Mario Rosati. Nella nostra lista ci sono dei giovani notevoli: Cristian Sanchioni, Gabriele Damia Paciarini, Stefano Caffarri, e Francesca Conte, una donna molto in gamba, e l’ultimo sceso in campo Davide Balducci. Io voterò due di loro: una donna e un uomo. Vi chiedo di fare lo stesso.

Lo dico ora a scanso di equivoci, la partita vera sarà al ballottaggio. Le scelte – e le mancate scelte – di Gambini hanno fatto molto male ad Urbino. Dobbiamo rapidamente chiudere la sua esperienza di sindaco. Chiunque sfiderà Gambini al ballottaggio dovrà avere il sostegno di tutta la città.

Ad Urbino abbiamo la grande fortuna di avere tanti giovani e tanti meno giovani disposti ad aiutarli a voltare pagina.

La politica deve accompagnare la Città verso nuove sfide, verso progetti ambiziosi e grandi. Grandi come Urbino.

Penso sia necessario lanciare un nuovo progetto politico e culturalemai visto prima, che veda Urbino a disposizione di un territorio, ed il territorio insieme ad Urbino.

1. Collaborare in maniera stretta sia con tutto l’entroterra che, a testa alta e con pari dignità anche con le città della costa, senza invidie e pregiudizi, Pesaro e Fano, oltre che Vallefoglia, realtà sempre più in crescita. Tornare, grazie anche a Raffaello 2020, sulla scena internazionale. 

2. Promuovere il consolidamento di una forte comunità da 30 – 40 mila abitanti di tutte le aree interne, per avere maggiori servizi garantiti nella sanità, nelle infrastrutture, nei trasporti.

3. Massima attenzione al lavoro, anche grazie ad un nuovo proficuo rapporto con l’Università ed un vero progetto di promozione e valorizzazione turistica da attivare. 

E’ arrivato il momento di prendere consapevolezza che Urbino esiste a prescindere dai protagonisti che la animano o che la comandano, pro tempore, col piglio dell’asfaltatore e nulla più.

Ora viene il bello, sarà tutto più difficile, ma anche molto più entusiasmante. 

Prima o poi le cose cambieranno. Speriamo che da noi cambino presto. 

In bocca al lupo alla città di Urbino!

Federico



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