Intervento Stati generali Cultura e turismo, Palazzo Ducale di Urbino, 23 giugno

Intervento Stati generali Cultura e turismo, Palazzo Ducale di Urbino, 23 giugno

“Una di queste sere calde d’estate passeggiavo nelle vie del centro storico di Urbino, e mi sono fermato ad osservare la facciata dei torricini, il simbolo per eccellenza di questa città patrimonio dell’UNESCO.

Ho pensato agli operai che hanno costruito questo Palazzo fantastico, questa bellezza che oggi ci da l’opportunità di essere conosciuti in tutto il mondo.

Ho pensato che gli uomini sono cultura, perché sono ciò che dicono e sono rappresentati dalle loro azioni. Le mani che hanno messo un mattone sopra l’altro di questa che oggi è la Galleria Nazionale delle Marche, e quindi Museo statale marchigiano, uno di più visitati nelle Marche e tra i primi 40 in Italia, ho pensato che fossero mani sacre. Probabilmente piene di sudore, ma fiere, perché consapevoli di lavorare per costruire un bene che avrebbe creato cultura, sviluppo, lavoro, storia.

Oggi questo rispetto per i nostri Beni culturali forse non è più percepito come in passato, si fa tutto ed il contrario di tutto, con la sola motivazione che lo dice il mercato, che lo vuole l’economia.

D’altra parte, le imprese hanno cercato di ridurre i costi per affrontare la crisi, con un effetto vortice verso il basso, per tutti, imprese, lavoratori, economia.

Stupisce per esempio come l’attenzione dedicata alle Smart cities, le città intelligenti, non porti a cogliere che il depauperamento della rete culturale e la perdita di servizi e socializzazione è la via principale per portare a città NON intelligenti.
Per questo va apprezzato lo sforzo realizzato in questo Museo dal Direttore Peter Aufreiter, che ringraziamo per aver concesso questo spazio, e l’impegno della Regione Marche, a partire dal Presidente Luca Ceriscioli, dall’ Assessore Pieroni ed il dirigente Orsetti, per far vivere i luoghi della cultura, e su questo credo di trovare tutto il consenso dell’On. Borletti Buitoni, che siamo onorati di avere ad Urbino, che in tanti anni come presidente del FAI ha lavorato tanto in questa direzione, aprendo tantissimi spazi chiusi agli occhi dei visitatori.

I dati ci dicono che il 2017 sarà l’anno d’oro del turismo in Italia, ove si supereranno le 400 milioni di presenze. Il turismo, lo sapete, vale più dell’11% del PIL e da lavoro a circa 3 milioni di persone.  Ad Urbino, purtroppo, a troppo pochi.
Per poter avere questa vitalità le imprese debbono poter investire ed essere affiancate da scelte di politica economica efficaci. Quale scelta potrà mai essere aprire questo centro storico alle auto?  Ma oggi le polemiche non ci interessano, lavoriamo per proporre e costruire.

Penso ad esempio, visto che da qualche anno sono anche operatore del turismo, che sotto alcuni aspetti il turismo sia già 4.0. Serve però un’integrazione tra servizi e turismo, che in questa città, purtroppo, non sta avvenendo.

Mentre a livello regionale ed in tante città marchigiane a partire da Pesaro, Fano, Senigallia, la Riviera del Conero, i borghi del fermano e del maceratese, S. Benedetto, Ascoli, si nota una grande vitalità, grazie ad amministrazioni lungimiranti, che hanno investito sul rinnovamento politico e su di una nuova mentalità nei confronti delle imprese e dei cittadini, coinvolgendoli nelle scelte e non imponendole facendo credere il contrario.

Il buon governo della Regione Marche si realizza con una regione più efficiente, meglio organizzata, e rispettosa delle regole. Che sta dimostrando tra mille difficoltà di saper gestire le emergenze. Come quella del terremoto. Con un calo del PIL stimato tra il 20 e 30% in questa zona, che nelle zone terremotate arriva al 45-50% qualsiasi governo regionale avrebbe mollato.
Invece no, noi con la “tigna” che ci contraddistingue ce la stiamo mettendo tutta, anche a volte quando la pazienza sta per finire, cmq si prova a ripartire.

E così con la cultura ed il turismo, i pilastri del nostro futuro sviluppo, per far sì che si inverta la tendenza che vede molti giovani andarsene da questi luoghi magici per cercare opportunità altrove.

Chiudo leggendo un passo della nota che la Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, l’On. Piccoli Nardelli, ha voluto inviarci, scusandosi per non essere potuta venire a questo Convegno. La Presidente segnala che la cultura è da sempre volano di sviluppo sostenibile dei territori, delle società, motore di conoscenze e di progresso. Quindi con il turismo ed anche con la tutela, la valorizzazione, la promozione e la conoscenza del patrimonio culturale attraverso le capacità di studio e ricerca nel settore dei beni culturali, capacità per cui il nostro paese è leader in Europa e nel mondo. In questo solco, dice la Presidente, si inserisce la proposta di legge 4313 sulle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo e di Raffaello ed i 700 anni di Dante, (della quale tra l’altro la stessa On. Piccoli Nardelli è stata relatrice in Aula) Le celebrazioni prevedono attività di alto valore scientifico, insieme ad un’offerta, messa in campo dai Comitati nazionali, ricca in termini di formazione, ricerca, valorizzazione turistica dei luoghi e sviluppo delle competenze degli studenti nel settore dei beni culturali.
Si prevedono inoltre opere di restauro e conservazione dei luoghi in una prospettiva di internazionalizzazione e innovazione tecnologica.
Naturalmente ad Urbino noi pensiamo che sia l’occasione per un’opera di qualificazione della Casa di Raffaello, gestita con attenzione dall’Accademia Raffaello, che sarà protagonista e guida di questo processo.
E su questo siamo ovviamente disponibili a collaborare con tutte le istituzioni cittadine, a partire dal Comune di Urbino, insieme all’Università ed ovviamente la Galleria Nazionale delle Marche, per costruire un percorso condiviso che porti ad ottenere risorse importanti e vitali per la città di Urbino e la Regione.

Quindi collaborazione costruttiva ma anche elaborazione di un progetto di lungo termine,. che parta proprio dalla sfida più grande: riprendere il dossier originale di Urbino 2019 e provare a candidare Urbino Capitale Europea dei giovani e Capitale italiana della cultura, con l’aiuto della Regione Marche e delle istituzioni nazionali ed europee. Obiettivi ambiziosi che perseguiremo con tenacia.

Buon lavoro al buon governo della Regione Marche e buon lavoro alla città di Urbino, che ne ha davvero bisogno.

 

Federico Scaramucci

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