Intervento Assemblea iscritti PD Urbino, Corte della Miniera, 8 luglio

Intervento Assemblea iscritti PD Urbino, Corte della Miniera, 8 luglio

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IMG-20170708-WA0034Grazie a tutti voi per essere qui.

Prima di iniziare vorrei chiedere un minuto di raccoglimento per la morte dell’operaio ieri in un cantiere edile alle porte di Urbino. Si chiamava Gianluca Lani, aveva 43 anni, moglie e due figli.
Nella mia introduzione vorrei partire con una citazione delle parole di De Carlo nella Relazione sul PRG:

Nelle prime pagine del documento programmatico si era rilevata“… la corrispondenza – non solo di qualità ma anche in termini di “disegno” – che esiste tra i tessuti del paesaggio naturale e quelli degli insediamenti umani: tra Urbino, le Frazioni e il territorio di cui fanno parte. Questa corrispondenza, di natura complessa e di qualità particolarmente alta, è dunque la vera ricchezza di Urbino ed è dal riconoscerla che si è indotti a pianificare e progettare il futuro del territorio partendo dal paesaggio…”
Da tale considerazione siamo dunque partiti; ed il nuovo Piano Regolatore di Urbino organizza il territorio comunale in maniera che tale constatazione diviene l’asse portante di ogni scelta; non a caso sviluppata a volte fin nei minimi particolari, per verificare e controllare, in maniera adeguata, la sua rispondenza alle condizioni del paesaggio; e così corrispondere al livello di qualità che questo richiede. L’ambiente ed il paesaggio sono quindi assunti come gli elementi decisivi dei nuovi assetti territoriali; la necessità della loro salvaguardia, la consapevolezza di avere a che fare con risorse irripetibili e sempre più rare, la profonda convinzione che solo la loro valorizzazione potrà consentire l’equilibrato sviluppo del territorio, sono stati gli elementi cardini che hanno guidato l’elaborazione del Piano.

Queste parole nel PRG scritte oltre 20 anni fa sono ancora molto attuali, perché denotano una caratteristica della nostra città inserita in questo contesto che non è mai cambiata, ovvero il legame strettissimo con il territorio, il suo essere un po’ città sospesa, come nei quadri del famoso Logli, tra utopia e realtà. Può sembrare strano partire da qui ma fare questo tipo di discussione proprio qui, in un luogo dove un tempo sorgeva un’antica miniera di zolfo ad Urbino, nelle Marche, consente di ragionare con calma e lucidità su dove oggi sta andando il paese.

Oggi siamo molto onorati della presenza dei più importanti dirigenti del nostro Partito alla nostra Assemblea, segno che il lavoro che si sta facendo ad Urbino non è passato inosservato, e che il momento che stiamo vivendo è centrale.

Ringrazio il segretario prov.le Gostoli, il segretario regionale Comi, il presidente della Regione Ceriscioli ed il nostro capogruppo alla Camera, Ettore Rosato, ormai un nostro graditissimo ospite ad Urbino da alcuni anni, prima durante le feste de l’Unità ed oggi per l’Assemblea di inizio estate.

Per commentare la situazione nazionale faccio mie le sue parole, in cui dice che bisogna stare concentrati sui problemi del Paese, non sulle beghe interne del partito che interessano pochi dirigenti. Vanno bene le diverse opinioni, normali in un partito plurale. Ma gli italiani in primavera vorranno sapere cosa faremo su lavoro, fisco, ambiente, sanità, gestione dei migranti. Sono questi i temi di cui deve preoccuparsi un Pd forte e riformista.

Sulla politica nazionale
Mi sfugge il motivo per cui in un Partito democratico quello che vuole il 70% è sbagliato, mentre è giusto quello che vuole il 30%…Massimo rispetto per le opinioni di tutti, ma a pochi mesi dalle elezioni dobbiamo cambiare passo. Ci si confronta, si discute, poi si decide.

Questo è ciò che fa una qualsiasi organizzazione democratica: è ciò che fa una famiglia, un’azienda, una squadra di calcio o di pallavolo.

Immaginate se in famiglia dopo un confronto tra padre e madre e aver preso una decisione su quale scuola scegliere per il figlio, dopo poche settimane, in cui magari il figlio non si è ancora adattato, uno dei due dicesse: hai sbagliato a scegliere quella scuola…pensate aiuti l’armonia in famiglia?

oppure immaginate se in un’azienda dopo che il CDA ha deciso di assumere 10 persone nel commerciale si alza un membro del CDA e dice: non producono abbastanza, dobbiamo licenziarle. Tutto ciò aiuterebbe la produttività in azienda nell’immediato?

oppure immaginate una squadra di calcio, dove il terzino prova a correre sulla fascia per raggiungere il cross e l’attaccante si rifiuta di entrare in area per fare gol perchè non apprezza il modo di correre del suo compagno di squadra, pensate che ciò aiuterebbe a vincere la partita?

Per questo chiediamo che si parli delle idee per l’Italia.

Così come si parli delle idee per la città ed il territorio.

 

Ed inizierò subito su Urbino

Durante l’Assemblea del 24 settembre ci eravamo presi degli impegni con tutti voi, ovvero costruire un percorso strutturato con alcune tappe.

Avevamo detto che avremmo lavorato con i focus Group per iniziare a pensare ad un progetto credibile per la città in vista del 2019, appuntamento in cui dovremo dimostrare la nostra credibilità. E ringrazio Alberto, Paolo, Tonino, Matteo, Flavio, Alessandra, per citarne alcuni per gli spunti che in questi primi mesi sono emersi sulla città.

Avevamo detto di iniziare ad incontrare i potenziali soggetti politici (partiti, associazioni, movimenti) con cui condividere il nostro progetto, e così durante l’inverno abbiamo fatto e ringrazio Sandro, Lorenzo, Mauro, Brunella, per l’impegno, che continuerà e sono sicuro potrà portare presto i suoi frutti.

Avevamo detto di iniziare un confronto nelle nostre frazioni, un progetto per essere presenti orecchio a terra per capire le esigenze delle persone, e per questo ringrazio Cristian, Gabriele, Stefano, per i primi appuntamenti che sono stati organizzati e che continueranno durante l’estate ed in autunno nelle varie frazioni di Urbino.

Avevamo detto che la discussione su candidati, sindaco, assessori, consiglieri etc. sarebbe stato il passaggio da discutere dopo, non prima. Prima il progetto, poi gli alleati, ed alla fine le persone.

E così faremo. E torneremo a far amare la città dagli urbinati, dopo anni di attriti e litigi.

Perché abbiamo deciso di intitolare questa assemblea Lavoro e territorio?

Perché queste sono le 2 parole chiave emerse alla fine di questa prima fase.

Il sistema economico di Urbino è, come più volte rilevato, intrinsecamente debole in quanto si è sempre basato su una espansione della Pubblica Amministrazione (nei suoi vari aspetti: Università, Comune, Ospedale, Ersu ecc.) e nel reddito aggiuntivo che la presenza degli studenti universitari consente. La debolezza, tipica delle condizioni di “monocultura”, si manifesta appieno nella sostanziale mancanza di spirito di iniziativa e di capacità innovativa; e tale mancanza è particolarmente evidente se si confronta il dinamismo delle realtà economiche limitrofe – Pesaro, Rimini e Senigallia sulla costa; la vicina Toscana o Umbria (Spoleto, San Gimignano ed altri) –rispetto ai lenti ritmi dell’ambiente produttivo urbinate.

Si tratta quindi di una economia fragile, al di fuori di qualsiasi competizione con i mercati esterni, in una situazione in cui l’isolamento – territoriale, ma soprattutto comportamentale e culturale – è in qualche modo la condizione della sua prosperità.

Modificare la dipendenza urbinate dalla spesa pubblica e dall’economia dello studente” è sempre stato molto difficile. Ma un Partito come il nostro ha le potenzialità e le opportunità e di progettare le infrastrutture necessarie affinché le energie di questa città e di questo territorio possano dispiegarsi nel modo migliore.

Potenzialità alternative esistono, è possibile generare opportunità che le rendano attuali; per cui a questo punto, le scelte diventano amministrative e politiche e apparterranno al Comune, all’Università ed alle varie componenti della pubblica opinione.

Pertanto la prima parola è lavoro, ovvero creare nuove opportunità di occupazione per i giovani, coinvolgere le migliaia di giovani che qui vengono a studiare, e proporre loro di rimanere.

Come? Il nostro sforzo dovrà essere anche quello di trovare soluzioni concrete.

Imprese

Se partiamo analizzando le imprese vediamo nell’industria ad Urbino che le previsioni sulla crescita sono da molto tempo rimaste tali. In un periodo di crisi delle produzioni industriali tradizionali sembra sempre più difficile pensare che ci sia crescita, togliendo il caso della Benelli, di cui quest’anno peraltro ricorre il 50° anniversario (ricordo che stamattina un nostro delegato parteciperà alla cerimonia contestuale per il conferimento della cittadinanza al presidente, l’ing. Moretti) oppure il caso della IMAB, e di poche altre imprese.

Anche in un recente studio della CNA si dimostra che c’è uno stallo delle produzioni tradizionali. Sembrerebbe quindi inutile prevedere grandi aree industriali nel territorio urbinate, se non fosse che, con il completarsi delle infrastrutture stradali da tempo allo studio e faticosamente in cantiere (Fano/Grosseto in primis) possa crearsi una situazione di convenienza alla localizzazione di settori produttivi nelle medie vallate.

Ma il futuro di Urbino, per quanto riguarda le attività produttive, non può essere ancorato a modelli industriali vecchi. Le prospettive di sviluppo vanno ricercate nei settori nuovi delle industrie leggere ad alta tecnologia, collegate coi centri di ricerca dell’Università, capaci di inserirsi in un ambiente di qualità. Su questa prospettiva, futura ma non più rimandabile, dobbiamo lavorare.

Commercio

Se pensiamo alla struttura commerciale e direzionale di Urbino, pur trattandosi di attività cresciute molto rapidamente negli ultimi anni, mancano di una qualificazione e non sono tali da poter reggere la concorrenza di situazioni anche lontane (Pesaro, Rimini, Arezzo) e ancor meno possono al momento ambire a divenire punto di riferimento per le aree interne del Montefeltro.

Occorrerà quindi provare a qualificare, con discrezione e gusto, le attività commerciali nel Centro Storico e sperimentare i più volte menzionati canoni calmierati per nuove attività commerciali nel centro storico.

Per quanto riguarda i servizi di carattere direzionale, da tempo e quasi da ogni parte si richiede in Urbino un centro per attività espositive e promozionali, e la realizzazione di un centro congressi. Per queste due destinazioni, alle quali non si può che offrire sistemazioni prestigiose, erano state pensati due luoghi di grande qualità urbana, vicini tra di loro e quindi integrabili: La Fornace ed il complesso di San Girolamo. Perché non riprendere ed aggiornare quelle idee? In un dossier di questi giorni sul giornale universitario, Il Ducato, sono stati menzionati come grandi incompiute.

Turismo

Se pensiamo al convitato di pietra del nostro sviluppo, ovvero il turismo, sappiamo che è una grande risorsa per Urbino, insieme ai beni culturali che possiamo promuovere; ma occorre essere pratici per far sì che si incontrino offerta e domanda.

Realizzare monolocali in centro per l’affitto lucroso agli studenti riteniamo essere poco utile rispetto all’attività imprenditoriale legata al turismo.

Mettere in campo progetti concreti in occasione del prossimo appuntamento sul cinquecentenario dalla morte di Raffaello (nel 2020) sul quale c’è anche una legge in Parlamento che stanzia diverse risorse, forse può essere più utile.

E poi, le attività alberghiere, soddisfano la domanda turistica (nelle sue varie componenti: colto o di massa, pendolare o residenziale, d’affari o escursionistico)?

Alcuni progetti prevedevano la realizzazione di nuove strutture alberghiere. Sono ancora idee attuabili e utili in relazione all’afflusso di turisti?

Quanto lavoro si può creare con il turismo ad Urbino che ancora non è stato creato? La mia esperienza personale dice che si può, visto che in due anni e mezzo abbiamo creato 3 posti di lavoro nuovi.


La seconda parola è
territorio.

Perchè noi avevamo promesso di scendere dalla collina ed iniziare una collaborazione vera con il territorio circostante.

Oggi abbiamo invitato anche i sindaci di Fermignano, Urbania, Peglio (anche presidente della provincia) che ringrazio per aver accolto il nostro invito. Ecco simbolicamente il lavoro che dovremo fare è condividere scelte ed azioni con i nostri vicini, pensare già fin da ora alla realizzazione di una grande Unione dei Comuni di almeno 40-50 mila abitanti che ci consenta di avere una maggiore tutela ed un rilancio dei servizi per tutte le aree interne.

Questo, oggi, non è più rimandabile.


Università

Ma territorio significa anche progettare interventi con gli altri Comuni grazie ai fondi europei e con l’aiuto dell’Università.

L’Università è stata la rendita vissuta passivamente, in futuro può diventare la rendita attiva. Se fino ad oggi l’“economia dello studente” ha inciso notevolmente sulle condizioni economiche degli Urbinati, determinando redditi aggiuntivi con gli affitti, ciò ha determinato una domanda aggiuntiva di abitazioni sia direttamente (acquisto dell’immobile per destinarlo alla produzione di reddito certo) sia indirettamente (l’acquisto della nuova casa in periferia per liberare l’abitazione nel centro storico e metterla a reddito con gli studenti).

Questo meccanismo non ha valorizzato però gli insediamenti nelle frazioni ed ha spopolato il centro storico. Si potrebbero pensare ad interventi per avere diffusione equilibrata nel territorio senza creare grandi concentrazioni. Nel PRG erano state studiate strutture turistico-ricettive a Cavallino, Montesoffio, Schieti, Torre. Riprendiamo queste idee e facciamole nostre.


Territorio: trasporti, sanità, viabilità

Territorio è anche uscire dall’isolamento del trasporto pubblico. O delle connessioni stradali.

Sperimentando forme nuove e flessibili. Territorio è anche lavorare insieme per garantire servizi adeguati, sia sociali che sanitari, dove il futuro si costruisce con la collaborazione, meno ideologia e più concretezza, solo insieme alle altre città, da soli non si fa più niente.

Prima di chiudere alcune informazioni sui prossimi eventi.

Festa Unità

Questa estate abbiamo pensato di fare la Festa con un nuovo format, una festa diffusa ed itinerante, che inizierà con un’anteprima a Canavaccio il 22 luglio, e terminerà ad ottobre a Trasanni. Ci sarà anche un momento centrale a fine luglio dal 28 al 30, alla DATA a Borgo Mercatale, dove naturalmente siete tutti invitati sia a dare una mano che a partecipare, sarà una bella occasione per stare insieme.

Quindi non una sola festa ma tanti appuntamenti in tutte le frazioni, per essere ancora più presenti ed in ascolto delle esigenze dei cittadini.

 

Ringraziamenti

Nelle scorse settimane in questa terra è avvenuto un fatto molto triste, che ha visto il suicidio di un imprenditore. Oggi voglio simbolicamente donare a Ettore ed al presidente Ceriscioli un portachiavi ed una spilla di Piero Guidi, che purtroppo ha perso suo figlio Giacomo.

 

Grazie per essere con noi. Ne abbiamo bisogno.

Buon lavoro a tutti e Buona Estate!!

 

Federico Scaramucci
Segretario PD Urbino



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