Intervento al congresso del PD di Urbino

Intervento al congresso del PD di Urbino

Pubblico qui la sintesi dell’intervento al congresso Pd Urbino, 20 luglio 2013

“Ringrazio Lorenzo per l’impegno di questi anni. Abbiamo collaborato ma avuto anche diversità di vedute, sempre con il rispetto delle persone. 

Ora il Congresso del PD di Urbino, dal mio punto di vista, può aiutarci a fare chiarezza. Le stesse cose che ho detto nell’intervista apparsa sulla stampa sul percorso congressuale le vorrei ribadire. Serve coraggio ed autonomia.

E’ necessario procedere veramente nel processo di rinnovamento del PD. Rinnovare lo stile, innanzitutto. Il fatto che i congressi di Fano ed Urbino siano stati anticipati, vuol dire che qualcosa non ha funzionato nei meccanismi di ricambio di una classe dirigente nel partito.

Sono anche io convinto che il rinnovamento non sia solo questione d’anagrafe: non tutti i giovani, questo è noto, sono aperti e moderni. Basta fermarsi un attimo a ragionare. La vera rivoluzione politica di Matteo Renzi (e di conseguenza il suo fascino) è stata quella di non chiedere il permesso ai gerarchi. Per questa ragione ad Urbino è nata a ridosso delle primarie l’associazione Urbino 2020, appunto per pensare al futuro senza le zavorre consociative del passato. Ma Urbino 2020 non funge per contrastare il PD né serve per promuovere fughe in avanti o personalismi. E’ un luogo dove si discute perché finora il Partito ha discusso poco della città. Il lavoro che si è fatto e si farà, ne sono convinto sarà molto utile per il futuro.

Come dicono ora in tanti: urge un “cambio di mentalità”, sono contento che anche in via Mastrogiorgio se ne siano accorti, anche se con un certo ritardo. Se Bersani avesse vinto le elezioni, molti dirigenti locali oggi non sarebbero stati così innovatori. Questo deve far meditare tutti.

Da chi professa “cambiamento” e rinnovamento ci aspettiamo idee e stile nuovi. Ce le saremmo aspettati in tempi non sospetti, quando chiamarsi fuori dal cerchio bersaniano poteva costare il prezzo della libertà e del coraggio.

Noi pensavamo che questo Pd, così com’è, non funzionasse prima, e siamo convinti a maggior ragione oggi che vada rinnovato con dosi massicce di passione e idee.

Bisogna aprirsi veramente, i giovani sono tanti. Nella nostra Provincia ci sono tanti giovani amministratori, sia nel PD ma anche nelle altre forze politiche e nei movimenti. Ci sono giovani nei circoli del Pd, ma ci sono giovani anche fuori dal Pd, tanti ragazzi e ragazze che il Partito democratico non riesce ad avvicinare perchè pensa di farlo con volti nuovi ma idee vecchie e le solite liturgie!

Il PD di Pesaro e Urbino, come quello nazionale d’altra parte, sarà veramente nuovo se cambierà i suoi metodi, se promuoverà iniziative che vadano incontro alle esigenze delle persone, se starà tra la gente. Se non avrà paura di parlare con persone che non la pensano nello stesso modo, o con cui magari si è anche litigato.

Per questa ragione, dobbiamo fare in modo che i congressi non siano un fine ultimo ma un mezzo per aprirci al confronto e a nuove energie. Ai congressi (dal nazionale ai provinciali e regionali), come alle primarie che verranno, dovranno poter votare tutti i cittadini. Basta trucchi.

Sosterremo quelle candidature che non si sorreggeranno sulla cooptazione e non si nasconderanno dietro finti unitarismi. Chiediamo ai candidati di avere coraggio e dimostrare autonomia, come per il momento ha fatto Frank. Ora si deve continuare in questa strada, non è più il momento di scherzare, fuori c’è un mondo diverso! C’è gente incazzata nera con i partiti e con la politica, non possiamo mai dimenticarcelo.

Su Urbino. Sappiamo tutti che abbiamo un glorioso passato, siamo da sempre Città Ideale, perché in grado di riassumere la cultura dell’Umanesimo e del Rinascimento; sede della società del Cinquecento, Urbino visse un periodo di fioritura artistica unica con Federico Da Montefeltro, attirando studiosi e artisti da tutta Italia ed oltre, influenzando gli sviluppi culturali europei. É sempre stato luogo di produzione e diffusione di valore, e modello di nuove forme politiche.

E’ una città che ha avuto la fortuna di dare i natali anche ad un Papa, Clemente XI, nel 1700, che fece davvero molto per Urbino.

Una città come la nostra, che ha potuto finora vivere di rendita, grazie al suo passato, grazie alla ricchezza artistica, nonché culturale, grazie alla presenza dell’Università e del Magnifico Rettore, il mai dimenticato Carlo Bo.

Oggi le cose, come abbiamo sentito, sono cambiate, e molto.

Dobbiamo confrontarci con altre realtà del panorama internazionale anche sulla formazione, ed il settore pubblico non riesce più a fornire quelle garanzie di stabilità, di occupazione che poteva offrire un tempo. Ed anche il metodo, a volte perfino un po’ troppo clientelare, non garantisce più stabilità occupazionale. Possiamo continuare a raccontare la storia che la politica risolverà i problemi ma in realtà non sarà più così e sarà sempre di più necessario coinvolgere i cittadini per affrontare i problemi e trovare soluzioni.

L’economia della formazione accusa difficoltà notevoli anche per le diminuzioni di risorse statali, la concorrenza delle tante sedi universitarie aperte in tutta Italia, ed Urbino come città d’arte subisce la concorrenza di altre città anche dell’Italia centrale che probabilmente meglio hanno messo a profitto il loro patrimonio culturale.

Oltre ciò abbiamo anche una situazione politica molto molto incerta.

Le primarie del centrosinistra dei mesi scorsi hanno dimostrato che la gente chiede di partecipare al processo decisionale in misura maggiore, vuole sapere, vuole esprimersi.

Desidera che ci sia competizione perché pensa sia utile per fare chiarezza sui contenuti in modo più trasparente di prima. E’ chiaro che non si può solo dire “spazio ai più giovani”, perché la rivendicazione anagrafica è insufficiente se non è accompagnata dai contenuti. Però non possiamo continuare a dire “facciamo il rinnovamento” con chi ha già fatto 4 o 5 legislature…con chi ha avuto tanti incarichi dentro il partito e nelle amministrazioni.

In questi anni poi è cresciuta una generazione di italiani, anche di urbinati, che nel bene e nel male non è più debitrice delle culture politiche dei grandi partiti, accomunati dai pregiudizi, che ha dominato la Prima Repubblica. Oggi questi sono chiamati ad impegnarsi in prima persona, senza delegare tutto solo ai partiti, che nell’attuale situazione politica non vivono una stagione facile. Anzi, la stessa concezione di partito è in crisi. I partiti, nella loro funzione originaria, dovevano ridurre la distanza tra la politica e la gente, invece l’hanno aumentata. Tuttavia crediamo che possano ancora essere uno elemento importante di partecipazione, di sintesi; ma devono rinnovarsi, e rinnovare il loro ruolo, che non potrà più essere quello di faro ideologico, di orientamento delle persone. E che dovrà necessariamente avere come obiettivo quello di promuovere sempre strumenti di partecipazione come le primarie aperte a tutti i cittadini. E che, se vuole il consenso degli italiani deve anche però accettarne e rispettarne il coraggio.

E credo sia utile d’ora in poi stare sempre di più sui temi della città e del territorio: non volete anche voi che Urbino possa accogliere il turista nella maniera che più si adatta per l’unica città marchigiana Sito UNESCO? Non volete che Urbino, dopo aver difeso l’Università e l’ERSU, come anche il Tribunale, e qui un merito importante va dato al Sindaco Corbucci ed a tutti quelli che hanno collaborato con lui, accolga lo studente come fosse Suo cittadino, come fosse Suo figlio, anche se non vota? Non volete che ad Urbino con la cultura si possa “mangiare”, nel senso di creare business?non volete che Urbino possa studiare nuovi modelli di collaborazione tra pubblico e privato?soprattutto nel campo della gestione degli spazi culturali e degli eventi culturali? Non volete anche voi una città curata nei minimi particolari, con un centro storico che sia chiuso al traffico, ma anche con alcune vie pedonali, ed un cittadino responsabile della stessa cura della città? Non volete anche voi che i nostri servizi sanitari vengano mantenuti?E la posizione del PD, di Urbino, di Pesaro e Urbino, in questo settore, qual è? Non mi è mica proprio chiara…Non volete poi il mantenimento dei servizi alla persona? Certo, però, non in termini solo assistenzialistici, perché forse non ce lo potremo più permettere. Se si riducono infatti le risorse economiche le possibilità sono solo due: o si agisce di conseguenza riducendo i servizi, utilizzando gli strumenti banali delle gare al massimo ribasso che comprino la qualità dei servizi ed offendono la dignità del lavoro, oppure si riprogetta il sistema del welfare puntando sulle competenze ed imprenditorialità che sono cresciute sui territori. Si mettono alla prova le loro capacità di innovazione, la loro voglia di investire sullo sviluppo di un welfare capace di accrescere le ricchezze professionali, imprenditoriali, lavorative e associative. E’ una sfida, saremo in grado di coglierla? Se l’intera comunità non sperimenta in questi campi si lascerà il campo aperto ad un impoverimento generale.

E continuo ancora: non volete anche voi che si pensi di più ai servizi per i bambini, per le giovani coppie? Non volete una viabilità adeguata, che sfrutti magari anche la mobilità elettrica?E non pensate sia ormai necessario che realtà come Urbino godano di WI-FI e banda larga distribuito in tutta la città e le frazioni, perché oggi forse è più importante delle strade? E ancora…Non volete anche voi smettere di parlare di Discariche ed avviare un grande progetto di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta perché è l’unico modo per coinvolgere veramente il cittadino?Non volete che la gente possa trovare anche ad Urbino un commercio di qualità, come quello che negli ultimi tempi si sta affermando, grazie al completamento del Consorzio, e presto anche di Santa Lucia?E non volete anche voi che i nostri uffici comunali siano un po’ più flessibili, nel rispetto della legge ovviamente, anche perché non è più il tempo del no a prescindere? E non volete che Urbino dialoghi di più con il territorio?Riguardando il progetto della DATA, la visione che l’Architetto Giancarlo De Carlo aveva pensato per Urbino, era di realizzare un museo-osservatorio della città che si protende verso il territorio circostante ed ascolta il territorio. E non volete ancora, che la città venga promossa all’estero, molto di più di quanto fatto finora?

Io vorrei che la politica urbinate smetta di occuparsi di formule e di beghe, ma dica quali sono i suoi piani per il futuro.

Bene le priorità che Fedrigucci ha delineato: partito strutturato e forte sul territorio, lavoro sul programma, rapporti con tutte le forze politiche per ragionare sul futuro di Urbino, e ribadisco, TUTTE, e primarie di coalizione aperte a tutti i cittadini, senza trucchi….di lavoro ce n’è da fare, per cui buon lavoro a tutti!”

 Federico Scaramucci