Imposta di soggiorno

Imposta di soggiorno

“E’importante confrontarsi sull’imposta di soggiorno a livello territoriale e non solo ad Urbino”.
intervento di Federico Scaramucci, presidente Commissione Cultura Turismo Attività Produttive

E’ opportuno precisare bene alcune cose rispetto all’articolo uscito oggi sul Carlino di Egidio Cecchini di Confcommercio, con il quale, peraltro ho sempre avuto ed ho un ottimo rapporto di collaborazione.
Considerato il dibattito che si è aperto sull’imposta di soggiorno, da parte di alcuni consiglieri comunali e sulla stampa, ho ritenuto utile, nel mio ruolo di presidente della Commissione Cultura Turismo e Attività produttive, convocare una riunione ad Urbino sul tema e rinviarla anche per coinvolgere le altre amministrazioni comunali dell’entroterra, le Comunità montane del nostro territorio e le rispettive associazioni di categoria a livello provinciale. Questo per diversi motivi: 1) vorremmo iniziare a condividere maggiormente con il territorio e le città dell’entroterra scelte e proposte future che poi non riguardano solo la città ducale ma tutto il territorio, stimolando un rapporto diverso e più collaborativo rispetto alle altre città che ci sono vicine; 2) vorremmo capire bene, a bocce ferme, cosa significa introdurre l’imposta di soggiorno, dove e come dovrebbero essere investite le somme reperite secondo l’opinione delle associazioni di categoria (e per questo penso che sia positiva la loro presenza) e se sia meglio parlare di imposta di soggiorno o imposta di scopo, destinata ad eventi specifici.
Fatte tutte queste analisi credo si possa avere un giudizio completo sull’imposta di soggiorno, e capire se si tratta di un’opportunità o di uno svantaggio. Io non sono né favorevole, né contrario, a prescindere, senza prima aver capito bene cosa comporta e chi può favorire o svantaggiare.
Essere contrari a priori rispetto ad una discussione, e non ad una decisione, perché la Commissione è convocata per discutere l’introduzione dell’imposta, ma per capire quali sono i vantaggi e quali sono gli svantaggi, che è cosa ben diversa.
In questi due anni e mezzo la convocazione è stata convocata 15 volte (più di qualsiasi altra Commissione) su molteplici argomenti e non sono state convocate le associazioni di categoria, perché non era il nostro ruolo in quel contesto.
Ricordo infatti che le Commissioni consiliari hanno in particolare la funzione consultiva e preparatoria di atti da sottoporre all’esame del consiglio comunale, pertanto non è nel ruolo della Commissione convocare operatori turistici e associazioni per “costruire progetti ed iniziative” sul turismo, compito che spetta semmai alla Giunta ed all’assessorato competente. Sono sicuro peraltro che, visto l’attivismo e la disponibilità sempre mostrata da Confcommercio, se convocati, loro avrebbero partecipato dando un utile contributo, come fanno sempre quando convocati dall’assessore alle attività produttive.
So che c’è stato un incontro con il Sindaco Corbucci in merito, ma credo che oggi la discussione debba essere svolta anche insieme alle altre città del territorio, così come hanno fatto i comuni della costa, convocati a Pesaro in una riunione dove è stato richiesto alla Regione di stilare elenco delle città in cui sarebbe possibile introdurre l’onere, dove tra l’altro il Direttore provinciale di Confcommercio, tra gli altri, ha partecipato, per poi esprimere un parere negativo in merito. Però ha partecipato, senza pregiudizi di sorta.
Per questo ringrazio Cecchini del suo parere, anche se ritengo che sia importante esprimerlo nel luogo deputato alla discussione, ovvero la Commissione (dove ci sarà chi è d’accordo e chi no) e non su una pagina di un quotidiano.
Federico Scaramucci



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