Il giovedì sera non è un problema di ordine pubblico

Il giovedì sera non è un problema di ordine pubblico

Gambini oggi si scusa con i cittadini perchè scopre che governare non è semplice. Ed è estenuante continuare a leggere che è sempre colpa di chi c’era prima. La gente sa riconoscere bene le responsabilità, ed infatti ha voluto scegliere di cambiare. Ma ora che ha vinto, il sindaco ha tutti gli strumenti a disposizione, adesso vediamo cosa sa fare.

Agli urbinati non basta una “ruspata” per risolvere i problemi che una città come questa deve affrontare perché anche città universitaria…Non penso infatti che il giovedì notte sia un fenomeno sociale che esiste solo nella città universitaria di Urbino, succede in molti luoghi, ed è stato già affrontato in altri luoghi.

Anche se si vogliono eliminare dalla vista lattine e bottiglie il problema non si risolve così facilmente. Sembra quasi che il provvedimento (ordinanza) da Sindaco-sceriffo sia stato dettato più da una esigenza di voler fare, di voler dare una risposta a tutti i costi, senza pensare alle conseguenze…non vorrei che Gambini, che si è sempre professato di sinistra, iniziasse a farsi tirare per la giacca dalla destra interna alla sua coalizione che, come è noto, è abituata ad affrontare certe tematiche sociali scadendo nel proibizionismo, mostrando di guardare al dito senza vedere la luna che si staglia dietro?

Non sono mai stato una persona fortemente ideologica, e conosco la realtà degli studenti molto bene, avendo fatto l’Università ad Urbino ed essendo stato anche nelle associazioni studentesche.
Qui convivono interessi legittimi molto diversi fra loro: quello del cittadino, che giustamente ha diritto a riposarsi ed avere una città pulita ed in ordine; quello dello studente, che ha diritto ad avere una città aperta, flessibile, internazionale, dove potersi confrontare con altri giovani ed anche divertirsi; quello del commerciante, che giustamente ha fatto investimenti ed ha diritto di svolgere la sua attività; ed anche quello di chi è semplicemente di passaggio come turista o per lavoro, che ha diritto ad avere una città tenuta come un gioiello per conservarne un bel ricordo.

Il fenomeno è ben più complesso e mi sarei aspettato da un sindaco un’azione di mediazione. Noi torneremo a parlarne con i cittadini in un’assemblea pubblica, ripartendo dall’ordine del giorno che fu votato da tutto il Consiglio comunale il 28 novembre 2013, che potete leggere QUI.