Elezioni regionali 2015: commento su Urbino

Elezioni regionali 2015: commento su Urbino

Analisi post Elezioni Regionali 2015

a cura di Federico Scaramucci, Segretario del PD Urbino, 10 giugno 2015

Cos’è andato bene?

A) Ci eravamo impegnati e siamo riusciti ad esprimere la candidatura della cittá. E farla ben figurare. L’obiettivo era restituire centralità al co­-capoluogo della provincia nella geografia politica marchigiana e emancipare il Pd ducale dalla subalternitá ai dirigenti pesaresi. Erano anni che venivamo trattati da portatori di voti. Ora tutti sanno che noi ci siamo e siamo centrali. Ad ogni elezione giocheremo un ruolo da protagonisti. Io ho rispetto per il lavoro altrui, ma non ho nessun complesso di inferioritá. Non svenderò mai Urbino a capicorrente o leader pesaresi.

Il risultato delle Regionali è positivo, ma è solo il primo step. Ci sono ancora tante cose da fare e molto lavoro ci aspetta.  Questo Partito ha bisogno di gente che ha voglia di fare, che si mette in gioco, che la smette di fare il criticone perchè ora a guidare il Partito c’è un manipolo di scalmanati. Beh, sì, saremo anche un manipolo di scalmanati, che rischiano anche un pò troppo, che forse giocano con il fuoco​, ma che vogliono metterci tutta la passione, il coraggio e l’onestà che merita il PD. Il processo di rinnovamento intrapreso dal PD di Urbino, è infatti inarrestabile, ed anche se spaventa sempre un pò non sapere dove ci può portare è necessaria più fiducia di prima. Ma è necessario essere leali, perchè noi andremo avanti anche se qualcuno non vuole farlo ed ha paura. Chi ci vuole stare è benvenuto, abbiamo bisogno di gente che da una mano, che non dica che dopo aver fatto tutte le riunioni possibili immaginabili (addirittura alcune mogli e mariti mi accusano che stiamo facendo troppo lavoro e troppe riunioni…) dice che non abbiamo condiviso niente e che non sono stati fatti tutti passaggi.

Nella presentazione che ho preparato i dati sono molto chiari: abbiamo preso quest’anno il 41,6 % recuperando quasi 10 punti (perchè alle Comunali eravamo fermi al 32,1 %). Nel 2010 alle regionali avevamo il 42,5 ed oggi abbiamo il 41,6 (abbiamo perso meno dell’1%) ma con un affluenza del 67 % mentre alle regionali di quest’anno si sono avuti dati affluenza molto bassi in tutta le regioni ( e ad Urbino con il 54 % siamo anche sopra la media regionale del 49 % e di Pesaro con il 50 % e Fano con il 49%). La nostra candidata Raffaella ha preso più voti di tutti i candidati ad Urbino con 965 preferenze, su 1380, in percentuale ancora maggiore rispetto a quelli che votarono per Mezzolani a Urbino, 1141 su 1863). Poi è vero che sono andate disperse preferenze per altri candidati, ben 415, ma per fortuna abbiamo migliorato i flussi verso altri candidati che nel 2010 furono ben 722, e cmq anche se tutti avessero votato ad Urbino per lei cmq non sarebbero bastati.

La nostra candidata Raffaella Vagnerini ha fatto un bellissimo risultato, che va valorizzato, in un contesto dove le donne sono fortemente penalizzate. Sapevamo che era un partita tosta, ma l’abbiamo giocata fino in fondo.

La proposta di Raffaella Vagnerini è stata posta con la dovuta condivisione, (non ci sono state mai serie controproposte tra l’altro) . E’ stata proposta con un lungo iter e con molti passaggi negli organismi dirigenti, a partire dalla segreteria + coordinatori di circolo il 2 marzo, poi l’assemblea comunale, poi praticamente un passaggio in tutti i circoli, poi nuovamente in Assemblea Comunale, poi in Segreteria provinciale, poi in Assemblea Provinciale, poi in Direzione Regionale, per concludersi con l’Assemblea Regionale del 2 aprile che ha approvato definitivamente le liste.

B) Il rinnovamento. Ora urbino esprime una nuova leva di dirigenti e amministratori. Non torneremo indietro (Vi ricordo che non è gioventù anagrafica, ma di servizio). Per rinnovare non basta rottamare, ma bisogna anche osare, serve coraggio e un po’ di follia.

In giro per i circoli e tra i militanti la gente dice basta e noi facciamo una campagna elettorale in cui esponenti del Pd parlano male del partito e della nostra candidata per tutta la campagna. La nostra gente è stanca di queste cose, anche chi non ha votato per la il PD o la Raffaella. Ma non penso sia questa la soluzione, non reagisco di istinto anche se verrebbe voglia. La soluzione è​dialogare fra noi, ​parlarsi chiaro, fare una riflessione vera su quello che è accaduto, offrire uno spazio di dibattito vero ma chiedere lealtà nei comportamenti. Se non ci diamo delle regole di condotta condivise non c’è futuro per il nostro partito e per la nostra comunità. Se qualcuno insiste con le spaccature e con le falsità su tutto è finita la storia del Pd di Urbino, possiamo anche andare tutti in vacanza e aspettare a braccia conserte che arrivi il 2019. Gambini o la Crespini rivinceranno, e magari qualcuno tra noi sarà anche contento. Noi però abbiamo una responsabilità storica. Tornare al governo della città, dopo averlo perso per la prima volta dopo 70 anni. Siamo o non siamo il partito più votato?

E allora quello che penso è che bisogna sempre trovare tra noi dei punti di equilibrio. Si discute,ci si confronta, poi si va avanti. Si fanno le cose. E possibilmente le si sostiene tutti insieme. Il tempo per i congressi del pd ci saranno, quando sarà il momento si confronteranno le varie idee di partito, ora dobbiamo lavorare per portare avanti il progetto che ci siamo dati.

C) Nonostante ci sia chi ha remato contro, siamo comunque più uniti di prima. Certo, ancora non basta. Ma le divisioni della strana maggioranza di Gambini hanno pesato di più e gli elettori se ne sono accorti. Continuiamo perciò lungo questa strada: rinnovamento e unitá.

D) Il Partito Democratico cittadino si riavvicina a quello nazionale per consensi e coerenza del messaggio.

E) Nonostante la spaccatura alle primarie per il Presidente, siamo riusciti a riunirci attorno a Ceriscioli. Così un grende partito deve fare: anche quando la tua proposta risulta sconfitta appoggi la scelta della maggioranza. Vi ricordate quando ero fra i pochissimi qui a sostenere Renzi?

F) La scelta della candidatura è stata ottima. Quando si propone una candidatura nuova si è consapevoli del fatto che si sconta l’esperienza politica, ma non per questo abbiamo avuto pregiudizi nei confronti di Raffaella, che abbiamo invece convintamente proposto e sostenuto dall’inizio alla fine, pensando al futuro del pd e della città. Avrei potuto scegliere la via più facile, con la candidatura di una persona di esperienza, ma volutamente abbiamo scelto il percorso del rinnovamento, e non ci fermeremo qui!! Abbiamo coinvolto una persona molto in gamba, e mi auguro che continuerà a lavorare con noi per tutti i progetti che vorremo portare avanti. Con Raffaella Vagnerini abbiamo scoperto che il nostro Pd può interessare anche chi non è storicamente vicino ai vecchi partiti fondatori del Pd. Ci siamo aperti a nuove competenze e sensibilitá e siamo riusciti a rimanere noi stessi. La proposta e la campagna elettorale di Raffaella sono state di gran lunga le più efficaci e innovative. Tutti lo sanno.

G) La modalitá con cui è emersa la candidatura di Raffaella è stata partecipata e condivisa. I militanti hanno approvato metodo e merito. Al segretario spetta l’onere della proposta e dell’iniziativa, agli organi del partito e alla comunità di militanti ed elettori spetta la valutazione e il giudizio. Non rinuncerò mai a questa prerogativa. Quello che vorrei si dicesse di me è che non sono servo di nessun padrone e non permetto che Urbino sia riserva di caccia dei signori delle preferenze.

Cos’è andato male?

A) Alcuni dirigenti e personalità influenti si sono disimpegnati verso la candidatura del Pd cittadino, per appoggiare candidati già ricchi di voti, che non hanno alcuna prospettiva politica futura. Se si fosse compresa l’utilitá di sostenere tutti quanti Vagnerini, avremmo potuto aggiungere altre 400 preferenze alla sua dote, portandola a 2000 voti. Non l’avremmo comunque eletta, ma avremmo affermato con ancor più forza il nostro ruolo. 1625 preferenze raccolte in 2 mesi sono qualcosa di straordinario. Il resto sono chiacchiere. Gli altri candidati sono dirigenti di lungo corso, con incarichi pregressi e altre elezioni alle spalle. Se continuiamo così, Urbino in breve tempo riuscirà ad eleggere consigliere regionale e parlamentare. Questo tutti lo sanno e perciò ci ostacolano. Io non ho paura e non farò mai un passo indietro. Urbino viene prima di tutto.

B) Gli accordi territoriali. Dovremmo batterci perchè le proposte serie e nuove possano scalzare la cooptazione e la tendenza a salire sul carro del vincitore. Non sempre il vincitore è il più bravo. Spesso l’alternativa non è abbastanza conosciuta. Ho sottovalutato le difficoltá di condividere fino in fondo con il partito dell’entroterra la nostra proposta politico­elettorale. Credevo che l’indicazione della candidatura da noi proposta in fase di consultazione da parte dei circoli si sarebbe trasformata in una più significativa disponibilità all’ascolto. Ho peccato di presunzione. Di questo mi scuso principalmente con Raffaella. Sono un inguaribile ottimista, credevo che la bravura di Raffaella e il rinnovamento avrebbero fatto più breccia. Condividerò con il Pd provinciale la necessità di aprire maggiormente i circoli alle novitá. Devo a mia discolpa dire che nelle settimane precedenti al voto ho parlato personalmente con Sindaci e altissimi dirigenti del nostro partito, alcuni esprimevano giudizi molto negativi sul candidato uscente di questo entroterra. ​Dopo due settimane andavano sul giornale a dichiarare l’appoggio allo stesso candidato che avevano insultato. Ecco, io non ho queste due facce e non mi piegherò mai a questo modo di fare.

C) le donne non vengono elette. Dovremo interrogarci del perchè sia più difficile per una donna essere eletta. Quando potremo, come è stato fatto dalla mia segreteria, cercheremo di dare pari chance alle donne e ai giovani. Parlo sia di candidature che di incarichi. Chi si candida e chi viene messo a ricoprire un incarico però deve assolvere il compito con onore e impegno. Non esistono zone franche e corsie preferenziali.

D) Non tutti si sono impegnati nella campagna elettorale. Sarò molto chiaro: chi non si impegna, non ha diritto a criticare. Troppo facile è sabotare il risultato e poi dire che le cose sono andate male. Ciascuno ha il dovere di contribuire secondo le proprie possibilitá di tempo al successo di questo partito. A chi pur avendo le possibilità non ha contribuito al risultato va tutta la mia disapprovazione.

Ora, chiudo ponendo una domanda a tutti voi: domando con sincerità e vorrei tanto sentire delle proposte, dei discorsi costruttivi, senza pensare sempre ognuno a quale sarà il proprio destino personale. QUAL E’ , secondo voi, IL FUTURO DI QUESTO PARTITO? e di questa città?