Domenica si vota per cambiare Urbino

Domenica si vota per cambiare Urbino

Care amiche, Cari amici,

ancora non è arrivato il giorno del voto, ma già posso dire che la campagna elettorale è stata sorprendente. Ancora una volta ho riscoperto le migliori virtù di questa straordinaria città. Virtù spesso nascoste sotto una dura scorza di diffidenza e di paura.

Amici e amiche, vi chiedo però di non avere paura.

In questi 40 giorni, come già prima, ho stretto migliaia di mani, incrociato migliaia di sguardi, ascoltato consigli e accorati appelli. Mi avete detto “non aver paura, Federico, insieme cambiamo Urbino”. Io vi ho creduto.

Ho incontrato urbinati in centro come in ogni frazione, in alcune sono stato più volte (anche se io, a dire il vero, a differenza di qualcuno, nelle frazioni c’ero anche prima della campagna elettorale…). Dall’inaugurazione della campagna ho parlato molto molto, spiegando la mia idea di cittá, ma sopratutto ho ascoltato. Ho ascoltato le categorie produttive, le associazioni del volontariato e della cultura, il mondo dello sport, quello della notte, sono stato nelle fabbriche di Urbino fra gli operai, nei bar, nei luoghi del tempo libero, nei ristoranti, nelle case di risposo, nei capannoni, nelle campagne, persino nelle stalle e fra i conigli. Al mio fianco centinaia di amici, vecchi e nuovi. Giovani, anziani, donne e uomini, insomma, gli urbinati.

In questi mesi ho parlato spesso di vecchio Pd e nuovo Pd. Perché è proprio così. Ad Urbino c’è una parte del Partito Democratico, quella ancorata al passato, a cui interessa solo conservare. Conservare il potere di veto di qualche vecchio dirigente senza più consenso, conservare un equilibrio precario che tiene ferma la città.Avrebbero voluto continuare la guerra delle correnti. Ma noi ci siamo opposti. Ed ora non si torna inditro.

Non potevo accettare che i padroni della città facessero perdere ancora il treno ad Urbino. E’ per questo che ho messo a disposizione le mie migliori energie e ho presentato la mia candidatura.

Anche perché, amici, diciamocelo: l’unica ferrovia che Urbino non può perdere è quella su cui si muove il treno per il futuro.

Ci battiamo ormai da due anni perché un nuovo Pd aperto e democratico scelga i propri candidati non in fumose stanze ma con primarie libere e aperte. Pensate che persino a Roma si sono accorti di come le nuove generazioni siano pronte a prendere grandi impegni, mentre qui a Urbino i padroni della città si oppongono al cambiamento di cui la città ha bisogno. È tempo di dire basta. Col voto di domenica potremo cambiare finalmente epoca.

Stupisce non poco osservare che fra i 4 candidati alle primarie di centrosinistra e i 10 sedicenti candidati alle elezioni di maggio, figura un solo canidato sotto i 50 anni. E pensare che Matteo Renzi a 34 anni era sindaco di Firenze, e Massimiliano Zedda a 35 era sindaco di Cagliari. Ma Renzi e Zedda non erano giovani, no. Quella è l’età giusta per occuparsi con amore ed energia alla propria città.

Io mi sento pronto. E so che Urbino è pronta per entrare finalmente nel futuro.
Come ho detto più volte, un nuovo Pd è già arrivato in città, basta solo sostenerlo come è stato fatto nelle ultime primarie. Quelle primarie che hanno visto vincere anche qui a Urbino il coraggio di Matteo Renzi.

Come sapete, la cittá è molto critica con il vecchio Pd. Rinfacciano non a torto l’inerzia, e l’incapacitá di gestire molti problemi e di averli trasformati in crisi ed emergenze. Due esempi?

Il Giovedì notte. Se domenica avrò il vostro voto e il sostegno necessario affronteremo e risolveremo la questione in pochi mesi, ispirandoci a due parole chiave: doveri e integrazione. Prima di tutto vengono le regole del vivere civile. Non saranno più tollerati urla, violenza e atti di incivilitá. Chiederemo al prefetto e alle forze dell’ordine un controllo più attivo e qualificato. Coinvolgeremo poi gli esercenti nella soluzione, per evitare fra le altre cose la vendita di bevende in contenitori di vetro, sanzionando severamente coloro che porteranno il vetro da casa. Ma per risolvere il problema è necessario chiedere agli studenti (associazioni e rappresentanze) di far propria la domanda di serenitá che viene dai residenti. Ho alcune idee su come farlo. Sono certo che gli studenti non si tireranno indietro. Infine, dovremo decentrare alcuni luoghi per il divertimento dei giovani fuori dal centro storico, ai collegi e in altre strutture dell’Ersu e del comune fuori dalle mura.

Ca’ Lucio e raccolta differenziata. Se avrò il vostro voto e il sostegno necessario affronterò senza indugiare la questione. Fin dai primi giorni del mio mandato daremo avvio alla raccolta differenziata porta a porta ‘modello Capannori’ (comune virtuoso vicino Lucca amministrato da un sindaco che ho portato qui ad Urbino a raccontare l’esperienza). L’obiettivo realistico è raggiungere il 70% entro il 2016 e l’80% entro il mandato. L’unico modo per non aver più bisogno di discariche, infatti, e non produrre più rifiuto indifferenziato. Non, invece, la soluzione populista di Londei di mandare le discariche sotto il naso di altri… Fin tanto che produrremo indifferenziato non potremo rivendicare la chiusura di Ca’ Lucio. Se nel 2018 saremo vicini ai nostri obiettivi, imporremo coi fatti a MarcheMultiservizi la chiusura di Ca’ Lucio. Anche a proposito dell’ampliamento della discarica si profila una situazione più complessa di come alcuni miei concorrenti populisticamemte la disegnano. L’ampliamento si scongiura nella sostanza non conferendo più i rifiuti. Per risolvere il problema della puzza che ammorba le famiglie che abitano attorno alla discarica, infine, lavoreremo fin da subito per la cessazione effettiva dell’impianto di compostaggio e la sua sostituzione con sistemi di produzione di energia.

C’è un tema poi di cui vorrei parlarvi brevemente. E’ quello del voto utile. Ogni voto è utile, certo, perché è strumento di partecipazione alle scelte della propria comunità. Ma c’è anche un voto poco utile, cioè quello che verrà dato a quel candidato che non ha possibilità di vincere, solo perché, magari, è un amico. A questo amico dobbiamo dire:“non te ne avere a male, voto un altro, devo scegliere per il bene della città. Se sei un amico capirai”.

Secondo me, dopo più di un mese di campagna elettorale le scelte chiare e alternative sono solo due. O si sceglie una Urbino orgogliosa, diffidente ed impaurita, che abbaia rabbiosa verso Pesaro e Ancona e sembra dire ‘io sono capoluogo, state alla larga’. Oppure c’è una Urbino coraggiosa e speranzosa,disposta a cambiare davvero, capace di inserirsi nei circuiti del turismo, facendo rete con altri sindaci, parlando ai giovani e a tutto il mondo con internet; una città guidata dalla nuova classe dirigente che ora sta al governo del Paese. Una Urbino del Noi che sa cambiare, senza paura.

La nuova Agenda della cittá, è il programma che ho realizzato ascoltando le voci di molti di voi. Oltre alle mie proposte, idee e esperienze vi sono i contributi di molti specialisti, professionisti, associazioni e  cittadini di ogni etá. Una agenda della cittá più che il solito programma elettorale. Perchè non basta dire “farò” se non si dice anche quando ci impegnamo a fare le cose. 
Nella sintesi che vi allego (e che POTETE TROVARE QUI) e nell’intero documento integrale che sarà sul sito web a breve) le idee sono quindi declinate in forma di proposta concreta. Questo è giá un grande cambiamento di cui Urbino ha bisogno, non credete?

Se doveste avere poca voglia di leggere sia la sintesi che l’intera agenda, qui trovate le parole chiave che riassumono l’intero spirito della mia proposta:

1.     Nuovo metodo: alla luce del sole

2.     Urbino capitale del turismo e della bellezza

3.     Internet per aprirci ai cittadini e al mondo

4.    Europa per i giovani e per finanziare un progetto di futuro

Vi invitiamo tutti alla chiusura della campagna del Tour Urbino cambia:
VENERDì 28 FEBBRAIO DALLE ORE 18.00 IN PIAZZA DELLE ERBE  —– Se Noi. Tra la gent’.
SCARICATE QUI LA LOCANDINA

Sono fiducioso del vostro sostegno.
Vostro,
Federico Scaramucci

P.s. Con un in bocca al lupo per Matteo Renzi. Lo abbiamo già invitato a venire ad Urbino a visitare le nostre scuole, visto che l’impegno sull’educazione è uno dei pilastri della sua proposta politica.