Dear David, ti scrivo.

Dear David, ti scrivo.

(clicca qui per leggere l’articolo online del Resto del Carlino)

Caro David,
ho deciso di scriverti in inglese perché giustamente evochi la necessità di comunicare con la lingua internazionale. Mi ha colpito leggere nella tua lettera quello che sto ripetendo in questi giorni di appassionante campagna elettorale ai miei concittadini: “io amo il mio dialetto ma dobbiamo aprirci al mondo palando in inglese”.
David, devi poter parlare senza chiedere il permesso, perché non sei uno straniero, ma un cittadino di Urbino. La tua esperienza, come quelle di altri, per noi è un tesoro. Come il tuo parere. Non per questo, però, caro David, ti è concesso, come recita un noto proverbio italiano, di buttar via il bambino con l’acqua sporca.
Quello che tu chiami “spettacolo”, e qualcun’altro teatrino, è la democrazia. Nel tuo peregrinare sicuramente l’hai vista tradita, offesa e persino negata. Saprai riconoscere perciò quando la democrazia, seppur un po’ affaticata, è ancora viva.
Non preoccuparti: alla fine Urbino avrà un sindaco, uno solo. Il Partito Democratico fa scegliere il proprio candidato ai cittadini, mentre gli altri partiti scelgono di nominarlo in qualche stanza fumosa. Qui la prima differenza.
Il cambiamento, come giustamente dici, non deve essere un motto o vuota retorica. O si cambia o non si cambia. Ma penso che il cambiamento si promuova con coraggio a partire dallo spicchio di mondo che compete ad ognuno di noi. Per questo ad Urbino ci impegniamo in prima persona, prima sul lavoro, poi nel sociale e anche in politica. Per questo ho lottato contro il conservatorismo, anche nel mio partito. È vero che il Pd ha più responsabilità di altri in città, per averla governata negli ultimi anni. Io, che non ho mai avuto tessera di nessun altro partito del passato, ho deciso di lottare perché cambi innanzitutto il PD.  Perché il partito sia un mezzo di buona amministrazione e non un fine in sé.  Non sempre i più bravi vanno avanti. Sulla necessità di aprirsi al merito concordo con te. Una vera rivoluzione dovrà passare da questo. Avanti i capaci, non gli amici degli amici.
Oggi, caro David, è tempo di agire. Serve speranza per una riscossa civica e di partecipazione democratica. L’impegno è comune, finita l’epoca dei partiti chiesa dove per i problemi c’era il parroco o il segretario di sezione. Noi sogniamo una comunità dinamica, attiva, dove l’amministrazione è messa costantemente alla prova dei fatti dai cittadini.
Non legittimiamo la sfiducia e la rabbia. Certo non sarà solo un sindaco e una giunta di persone finalmente qualificate a cambiare in meglio Urbino. Questo succederà solo se Noi… L’interruzione non è casuale, solo se i cittadini un po’ isolati torneranno ad essere una comunità, appunto, un Noi; allora Urbino potrà cambiare in meglio.
La città (io penso che Urbino sia una città) saprà rialzarsi e entrare nel futuro con fiducia.
Se Noi. Urbino Cambia.

Dear David,
I decided to write you in English, because you rightly talk about the need to communicate through an international language. I was glad to read in your letter the same words I am saying to my fellow citizens during these exciting campaign days: “I love my dialect, but we have to open ourselves to the world and speak English”.
David, you have the right to speak without asking for a permission, because you are not a foreigner, but a citizen of Urbino. Your experience, like the ones of many other people, is very important to us. And so is your opinion. However, dear David, you should not throw away the baby with the bath water.
What you call “spettacolo”, (and that somebody else calls “teatrino”) is democracy. At some point in your peregrinations you’ve probably seen it betrayed, offended and even denied. And I am sure that now you are able to recognize when democracy, even if strained, is still alive. Don’t worry: Urbino will finally have a mayor, only one. The Partito Democratico allows the citizens to vote for the candidate they wish, whereas the other parties choose their nominees in some smoky room. Here’s the first difference.
The change, as you rightly say, should not be just a motto, or mere rhetoric. Whether you change, or not. But I think that we should start changing things from the place we belong to. For this reason we are personally acting now for Urbino’s change, in work, social life and politics.
And for this reason I fought against conservatism, even inside my political party. Indeed, the Pd governed the city over the last years and for this reason it has more responsibilites than any other party. I have always belonged to the Pd. And now I decided to fight for a change above all inside my party.
I would like the Pd to serve as a tool for good administration and not to be an aim in itself. I agree with you on the need to focus on talent. This would be the basis for real revolution. We must give way to talented people, instead of people favoured by connections. Dear David, today we have to act. We need to hope for recovery and for democratic participation. We have to act together, as we don’t want anymore those parties which were only managed by a priest or by a party secretary. We dream of a dynamic and active community, where the administration is constantly challenged by citizens. We don’t want to legitimate anger and distrust.
A mayor and his council, alone, will not be able to bring a positive change to Urbino. This change will happen only if We…this interruption is not made by chance. Only if isolated citizens will become a community again. If they will become a “We”. Only then, Urbino will improve.
The city (I think Urbino is indeed a city) will be able to stand up again and face the future with faith.
Se Noi. Urbino Cambia.

Federico Scaramucci