Cosa penso dell’INPUT

Cosa penso dell’INPUT

Sul caso sorto il mese scorso sulle nuove modalità di gestione del nuovo ufficio INPUT a Urbino (ufficio informazione e accoglienza turistica) credo sia necessario fare un pò di chiarezza, e volevo esprimere la mia opinione.
Sono state infatti spese molto parole, anche sulla stampa ed i social network, sono state fatte molte riunioni, amministrative, politiche, fra commercianti, etc. etc. ma credo che non tutti gli interventi siano partiti dallo stesso piano di discussione.

Per prima cosa occorre partire dall’esigenza principale che la politica, le amministrazioni ed i cittadini dovrebbero pretendere, ovvero quello di fornire, sempre più efficacemente, il servizio IAT (ovvero di informazione ed accoglienza turistica) ad Urbino.
Abbinata a questa esigenza ci sta la necessità di affrontare una situazione contingente, ovvero la drastica riduzione alla Provincia di Pesaro e Urbino (titolare dello IAT) delle risorse pubbliche da parte dello Stato prima, della Regione poi, per gestire lo stesso  servizio IAT. Risorse che venivano utilizzate per gestire il servizio, ovvero pagare le persone che tutti i giorni stavano in quel punto così importante davanti Palazzo Ducale per dare informazioni ai turisti ed accoglierli all’arrivo ad Urbino.

Oggi è cambiato tutto, ma prima di ogni altra cosa dobbiamo capire ed accettare, affrontando la realtà, che è cambiato soprattuto il metodo di gestione della cosa pubblica, volenti o nolenti, la gestione della cosa pubblica oggi è quasi diventata impossibile SOLO con risorse pubbliche.
COSA FARE?
Per prima cosa occorre un cambio di mentalità (dicevano i Negrita…:), a parte gli scherzi un cambio di mentalità nel senso di ripensare ai modelli di gestione della cosa pubblica, tutelando l’autonomia e l’equilibrio del pubblico, e favorendo naturalmente le esigenze di concorrenza leale tra i privati.

Sull’INPUT di Urbino c’è stata molta confusione, per i seguenti motivi secondo me:
- per prima cosa in pochi conoscevano il progetto (un ottimo progetto dal mio punto di vista) dell’Ambasciata del territorio, che prevede la collaborazione tra enti pubblici e privati per promuovere la nostra realtà, sia dal punto di vista paesaggistico, che culturale, che enogastronomico ed artigianale.
- secondo: non si è fatto un lavoro preciso ed approfondito di coinvolgimento delle categorie rappresentative del commercio e del turismo; qui la Provincia aveva fatto un lavoro di coinvolgimento, di Confcommercio e Confesercenti ma poi questo lavoro, esercitato sul livello provinciale, non è stato fatto in maniera altrettanto approfondita sulla realtà di Urbino, con Confcommercio, Confsercenti, e Associazione Commercianti Urbino. Si sarebbe infatti potuto anche valutare con loro se , come già succede in altre realtà, avessero voluto partecipare al bando per la gestione del punto IAT, come per es. un consorzio di associazioni di categoria (vedasi modello Terre di Siena…) oppure valutare, comunque sempre concertando con i commercianti, la possibilità di una gestione pubblico/privata
- terzo: una mancanza totale di comunicazione…basta dire che alcuni di noi, consiglieri comunali, non eravamo a conoscenza della situazione e del progetto che era stato presentato.
Altro aspetto collegato, le Botteghe del Montefeltro, progetto realizzato dal GAL, gruppo azione locale, site in Collegio Raffaello, che erano in quei giorni state avantaggiate dalla spinta propulsiva della nuova gestione IAT. In quel caso sicuramente una condivisione con alcuni settori delicati del commercio cittadino (come la parte enogastronomica) sarebbe stata necessaria. Ma la cosa non è avvenuta…

Tant’è che ora la situazione è in stallo…ovvero le Botteghe del Montefeltro non sono operative e non si sa bene che fine faranno…c’è molta confusione…e questo è un peccato, perchè da un’opportunità di promozione e di apertura della città all’esterno,si è verificata di nuovo una situazione di chiusura, di stallo, che nessuno dovrebbe mai volere…

Questo fatto per me è stato l’ennesimo insegnamento che quando si deve decidere gli interessi che si vanno a toccare sono sempre confliggenti, e tutti gli interessi quando sono leciti, sono sempre legittimi…è ovvio che occorre sapere fare una sintesi, tra interessi spesso contrapposti, tra energie che nella città spesso possono darsi battaglia, ma che comunque sono sempre energie per la città e della città e come tali, tutte quante, andrebbero valorizzate!
Mi auspico una soluzione repentina ora della situazione con un dialogo da riprendere tra Comune, Provincia, Ass. di Categoria, commercianti, e gestori del nuovo IAT, affinchè si possa avere una concentrazione di energie positive per la promozione della città, e non conflitti negativi al futuro ed all’immagine di Urbino.
Non sono buonista, ma solo realista, oggi c’è poco tempo per “litigare”, bisogna rilanciare la crescita di Urbino e di tutto il paese, perchè altrimenti sì che potrebbe essere tardi per qualsiasi cosa.

Federico Scaramucci
Consigliere comunale di Urbino