Appello per salvare la Galleria Nazionale delle Marche e la Soprintendenza

Appello per salvare la Galleria Nazionale delle Marche e la Soprintendenza

LEGGI QUI L’INTERVISTA SUL RESTO DEL CARLINO

Al Presidente del Consiglio Comunale ed ai Capigruppo

Al Sindaco ed alla Giunta

 

Urbino, 21 luglio 2014

Oggetto: APPELLO PER SALVARE LA GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE E LA SOPRINTENDENZA di URBINO

Ordine del giorno sulla riorganizzazione del MIBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), sul futuro della Galleria Nazionale delle Marche e della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche

 

Premesso che

è in atto la riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) e tale riorganizzazione trae origine, come è noto, dalle politiche di spending review attuate da ultimo con il decreto legge n. 66 del 2014. In base ai tagli operati nel 2012-2013, infatti, ogni Ministero era tenuto a dotarsi di un nuovo regolamento di organizzazione che recepisse le riduzioni di pianta organica. Il MIBACT adempie a tale obbligo e ridisegna se stesso in modo fortemente innovativo, riducendo le figure dirigenziali. L’adeguamento ai numeri della spending review è divenuto perciò l’opportunità per intervenire sull’organizzazione del Ministero e porre rimedio ad alcuni problemi che da decenni segnano l’amministrazione dei beni culturali e del turismo in Italia

visto che

ci sono alcune disfunzioni e lacune riconosciute ed evidenziate molte volte e da più parti:

1)la assoluta mancanza di integrazione tra i due ambiti di intervento del Ministero, la cultura e il turismo;

2) la eccessiva moltiplicazione delle linee di comando e le numerose duplicazioni tra centro e periferia;

3) il congestionamento dell’amministrazione centrale, ingessata anche dai tagli operati negli ultimi anni;

4) la cronica carenza di autonomia dei musei italiani, che ne limitano grandemente le potenzialità;

5) il ritardo del Ministero nelle politiche di innovazione e di formazione.

consapevoli che

la riforma è stata costruita innanzitutto per risolvere questi cinque “nodi” e può essere quindi descritta lungo sei linee di azione: 1) una piena integrazione tra cultura e turismo; 2) la semplificazione dell’amministrazione periferica; 3) l’ammodernamento della struttura centrale; 4) la valorizzazione dei musei italiani; 5) la valorizzazione delle arti contemporanee; 6) il rilancio delle politiche di innovazione e di formazione e valorizzazione del personale MIBACT; nel complesso, la riorganizzazione propone il taglio di 37 dirigenti (6 di I fascia, 31 di II fascia),

considerato che

si ritiene positivo che il Governo voglia risolvere l’“ingorgo” burocratico venutosi a creare negli anni a causa della moltiplicazione delle linee di comando e dei frequenti conflitti tra Direzioni regionali e Soprintendenze, ripensando l’amministrazione periferica e mantenendo, secondo quanto previsto dall’ipotesi di riforma dell’amministrazione centrale, il livello regionale quale ambito ottimale di riferimento,

considerato che

nel Decreto, nel rispetto della distribuzione territoriale, si prevede che vengano quindi accorpate le Soprintendenze per i beni storico-artistici (quale è Urbino) con quelle per i beni architettonici e paesaggistici (quale è Ancona),

 osservato inoltre che

la Galleria Nazionale delle Marche non è stata inclusa tra i 20 siti museali ai quali è stato riconosciuto lo status amministrativo di “musei di rilevante interesse nazionale”, nè di prima fascia nè di seconda fascia; verranno creati a livello regionale dei Poli museali regionali, articolazioni periferiche della Direzione generali Musei dove si presume possa rientrare la nostra Galleria Nazionale delle Marche,

 si ritiene che

sia necessario un APPELLO di tutte le forze politiche locali e regionali a difesa di Urbino, non come battaglia ideologica e campanilistica, perché non trattasi di rivendicazione territoriale, ma bensì come tema reale perché è ancora possibile che la Galleria Nazionale delle Marche venga inclusa tra i “Grandi Musei” (destinatari di risorse e nuovi finanziamenti, come sta succedendo per Mantova peraltro, che attraverso una forte azione politica sta salvando il suo Palazzo Ducale) ed è ancora possibile salvare la Soprintendenza di Urbino ed evitare che venga fusa con Ancona con il rischio che la sede amministrativa venga spostata nella città capoluogo, con grave danno per l’autonomia e l’economia di Urbino,

SI INVITA

il Sindaco e la Giunta

- ad intervenire in maniera immediata presso il Governo affinché Urbino possa essere inserita nell’elenco dei siti museali di eccellenza al pari degli altri 20 già scelti (e di quelli che verranno recuperati) ed affinché la sede della Soprintendenza non venga accorpata con Ancona,

- ad intervenire presso la Regione Marche per chiedere un forte intervento politico per la tutela della Galleria Nazionale delle Marche come Museo di eccellenza nell’unica città sito UNESCO della Regione,

- a sensibilizzare personaggi della cultura come Antonio Paolucci (ex Ministro per i Beni Culturali e cittadino onorario di Urbino) a favore della battaglia per difendere Urbino.

F.to

Federico Scaramucci, Brunella Calcagnini, GianFranco Fedrigucci, Maria Clara Muci, Piero Sestili

Consiglieri comunali Gruppo PD