Anche Scaramucci firma il referendum radicale sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

Anche Scaramucci firma il referendum radicale sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

Scaramucci: “Finanziamo le idee, non funzionari di partito, privilegi e sacche di potere”
URBINO. “Per abolire il finanziamento pubblico dei partiti, attivato attraverso i cosiddetti “rimborsi elettorali” che hanno aggirato il voto plebiscitario dei cittadini nel 1993. Vogliamo che i partiti siano finanziati per la forza delle loro idee, e non in forza del loro potere.”
Questo l’incipit del referendum che i radicali stanno promuovendo. Uno dei cavalli di battaglia di Matteo Renzi alle primarie per la premiership. 
Questa mattina anche Federico Scaramucci, Presidente della Commissione cultura, turismo e attivitá produttive della cittá di Urbino, ha firmato il referendum che interviene sulla legge n. 96 del luglio 2012 che ha creato un fondo unico per finanziamento pubblico e rimborso spese elettorali (70% del totale) e un altro per il cofinanziamento dello Stato in aggiunta alle donazione private (30%). L’abrogazione riguarda l’intero meccanismo istituito dalla nuova legge e quindi di tutti e tre le tipologie di contributi. 
“E’ una questione di trasparenza totale, ed anche per questo ho deciso di mettere sul sito www.scaraweb.it la mia dichiarazione dei redditi, in maniera tale che tutti i cittadini possano sapere chi sono le persone che amministrano la cosa pubblica.
È il momento delle scelte – continua il consigliere comunale- è il tempo del cambiamento, di stile e nei costumi. Anche per questa ragione rimango allibito di fronte a quegli amministratori locali che non riescono neanche a fare a meno dei propri privilegi come un permesso per entrare nel centro storico con la propria automobile. 
“Renzi ha sempre parlato dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ed io ho sposato fin da principio questa linea. Credo occorra rimettersi in linea con il Paese, che non è più disposto ad accettare di pagare i funzionari di partito manatenendoli dalla “culla alla tomba”.
Se Renzi dovesse candidarsi alla guida del Pd mi auguro che anche i candidati ai nostri congressi locali, da quello provinciale a quello regionale, come chi si candiderà alle prossime elezioni amministrative, possa prendere esempio  dal Segretario e trovare il coraggio di sposare questa linea. Meglio tardi che mai”.