Amministrative ed europee. Ci aspetta un grande impegno

Amministrative ed europee. Ci aspetta un grande impegno

Volevo esprimere la mia opinione sulla situazione post primarie e su quello che dovremmo, tutti insieme, affrontare da qui al 25 maggio.

Le primarie sono finite, sono stato uno strumento per scegliere la linea e tastare il polso della cittá.

C’è stato un vincitore, anzi una vincitrice. A Maricla Muci ora spetta in prima istanza l’onere di vincere e convincere alle elezioni del 25 maggio.

Se i cittadini si esprimono il responso va riconosciuto, punto.

A Maricla ho riconosciuto la vittoria ma ho anche detto: Lealtà Sì, ma sostegno non a scatola chiusa.

Ora deve dimostrare di saper far politica, e di saper essere coinvolgente e accogliente. Il Pd vincerá se saprá far correre di nuovo tutte quelle anime che si sono espresse alle primarie. Incentivarle e rassicurarle spetta a lei.

Dovrá saper esercitare una leadership funzionale e organizzativa ed evitare di dare ascolto agli avidi falchi che probabilmente in questo momento la circondano. I falchi di oggi saranno gli avvoltoi di domani.

Ricordiamoci che il partito è un mezzo, non un fine, non ci dobbiamo occupare di noi stessi ma di tutta la città.

Sono venute 4 mila persone alle primarie e sappiamo tutti benissimo che non sarà per niente facile riportarli tutti a votare PD. Ma ciò che conta ora è fare una proposta credibile e disinteressata per la cittá.

Ora ragioniamo con la testa però. Io ho detto queste cose e vorrei che fossero da voi ascoltate e tenute in giusto conto:

1. Su tutta la questione delle alleanze voglio essere chiaro: non possiamo ora metterci a dire chi ci piace di più…dobbiamo fare un accordo sulle base dei programmi e non sulle persone. Ritengo che sarebbe importante e dimostrazione di coraggio se la tradizione socialista e di sinistra potesse coagularsi e riuscire a delineare una lista vera, con la quale sarebbe naturale un’alleanza, e non andare ad elemosinare qualche posto nella lista del pd o del candidato sindaco. Non si fa politica per i posti ma perché si vuole migliorare la propria città. E sulla possibile alleanza con i Verdi e sulla diatriba Sgarbi sì, Sgarbi no, ribadisco quanto detto a gennaio prima delle primarie: se il nuovo Pd è davvero democratico, non si dovevano mettere veti alla partecipazione di Sgarbi alle Primarie, né si possono mettere veti ora se entra in lista con i Verdi. Il vecchio Pd ha perso troppo tempo negli anni a dire quello che gli altri non devono fare, a mettere veti e a chiudersi.  Naturalmente, da cittadino, non voterei mai per un fantasma televisivo, per uno che oggi non c’è e domani neanche, però questo lo diranno i cittadini.

2. il mio sostegno a chi ha vinto le primarie è garantito ma non è acritico, i segnali di coinvolgimento devono essere chiari e lineari e soprattutto devono esprimersi intorno alle proposte innovative e basta veti. Di veti il partito morirà

3. la lista del Pd dovrà essere composta con il coinvolgimento di tutte le anime del pd x avere una squadra di persone in grado di portare alla vittoria e poi amministrare. Ho chiesto un rinnovamento forte delle nostre liste.

C’è una città fuori che aspetta da noi segnali e non possiamo tradirla.

La partita delle amministrative va di pari passo con le Elezioni europee del 25 maggio ed oggi in Europa ci sono temi importanti che si pongono in maniera più pressante sulla strada dell’integrazione europea: il rilancio economico, la crescita, la creazione di posti di lavoro e la garanzia dell’effettività dei diritti fondamentali nei Paesi dell’Unione europea.

Dobbiamo avere in mente gli interlocutori, non solo gli addetti ai lavori ma le persone. Penso in particolare agli studenti che incontro spesso, ragazzi per i quali le prossime elezioni europee saranno quelle del primo voto. In modo molto diretto mi chiedono: “Federico, io non vedo un lavoro nel mio futuro, perché mai dovrei andare a votare?Cosa mi offre oggi l’Europa?” Sono dubbi, paure, scetticismi, che tutti noi conosciamo. Vorrei che queste domande fossero al centro del nostro impegno.

La prospettiva europea è imprescindibile: al di fuori dell’Europa, non vi è futuro.

Trent’anni fa ancora occorreva mostrare il passaporto per poter attraversare i confini nazionali; non esisteva una moneta comune europea utilizzata da diciotto Stati; le normative dei singoli Paesi erano spesso molto diverse tra loro. Oggi i cittadini europei possono vivere, lavorare e studiare in tutti i Paesi dell’Unione europea godendo delle stesse condizioni e degli stessi diritti dei cittadini di quegli Stati; e beneficiano della cooperazione giudiziaria, che ha snellito procedure e contenziosi un tempo lunghissimi. Grazie ai contributi europei, i centri storici di molti piccoli borghi sono stati riqualificati, creando occupazione e prospettive per il futuro; e vengono tutelati il paesaggio, l’ambiente e le coltivazioni tipiche. E su questi fondi Urbino dovrà lavorare nei prossimi 7 anni.

Per il prossimo periodo di programmazione dei fondi europei 2014-2020 la nostra città, Urbino, dovrà essere necessariamente presente e non potrà mancare. La Regione Marche ipotizza che nella programmazione 2014-2020 dai due programmi FESR e FSE arriveranno nelle Marche circa 570 milioni di euro.

L’Europa può fare molto, ma molto devono poter fare le istituzioni locali, regionali e nazionali dei vari Paesi, a partire dai nostri Comuni.

Serve quindi un progetto concreto che dopo le elezioni porti Urbino ad intercettare veramente i tanti finanziamenti diretti ed indiretti che arrivano da Bruxelles e dalla Regione.

Servono investimenti produttivi capaci di creare nuova occupazione soprattutto nel settore del turismo e della cultura. Serve un più consistente sostegno alla ricerca e all’innovazione, per restituire all’intera economia di Urbino un ruolo di traino nel panorama regionale e nazionale.

E ci vuole un nuovo approccio tra partner pubblici e privati, partendo dal valorizzare strumenti come l’Urbino International Centre che potrebbe avere un ruolo operativo nel settore della progettazione europea.

E concludendo sulle prossime elezioni europee, sfumata l’ipotesi di avere un candidato marchigiano autorevole come il Presidente Spacca, e l’ipotesi di Lucia Annibali, comprensibilmente impegnata nella propria vita privata, penso che sia necessario affidarsi a chi in Europa ci è già stato in questi anni, e la conosce bene, ovvero David Sassoli, che sarà candidato come capolista nella nostra circoscrizione elettorale. Nei prossimi giorni abbiamo invitato ad Urbino David a cui chiederemo di occuparsi di Urbino con attenzione e di supportarci per far sì che possa essere un domani capitale europea dei giovani e che possano arrivare quelle risorse di cui necessita per il suo rilancio.

Federico Scaramucci